Riapre la linea Ponte nelle Alpi - Calalzo

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Ingresso a CalalzoIl servizio ferroviario sulla linea Ponte nelle Alpi - Calalzo è ripreso regolarmente venerdì 1 agosto.
La linea era stata interrotta dopo le copiose precipitazioni nevose di metà gennaio, che avevano determinato la caduta di moltissimi alberi e piccole frane in più punti della tratta, particolarmente da Castellavazzo a Calalzo.

Vista l'entità dei danni, che richiedevano un lavoro di ripristino di non breve durata, RFI aveva ritenuto necessario sospendere il transito e anticipare anche l'inizio dei lavori di risanamento di un paio di gallerie bisognose di interventi molto consistenti.

Così, mentre si procedeva con la pulizia delle scarpate, il diboscamento fino alla distanza di sicurezza e lo svuotamento delle reti paramassi riempite dalla caduta di piccole frane, venivano avviati i lavori di consolidamento e risagomatura della galleria "Perarolo", situata proprio a monte dell'abitato di Perarolo di Cadore, e di rifacimento di parte del rivestimento della "Giaupa Ventosa" tra Ospitale e Perarolo.



Approntamento del cantiere al portale nord della galleria "Perarolo"

L'intervento più importante è stato quello alla galleria "Perarolo", in curva di raggio molto stretto, lunga 143 metri e costruita in terreno instabile.
La galleria attraversa un conoide di deiezione composto da detriti calcarei, che poggia su una sottostante formazione gessosa.
Il dilavamento del gesso ad opera delle acque di infiltrazione determina un lentissimo movimento verso valle del versante; la galleria viene trascinata, deformata e ha subito, nei cent'anni dall'apertura della linea, uno spostamento di circa 60 centimetri, ormai tale da compromettere la sagoma limite e la corretta geometria della curva.
Quel tratto vede imposto ormai da anni un rallentamento a 50 km/h, recentemente ridotto a 30 km/h, con ovvie ripercussioni sui tempi di viaggio e sull'orario.


Caduta materiali in prossimità di Davestra Disboscamento scarpate a Ospitale di cadore #1 Disboscamento scarpate a Ospitale di Cadore #2 Approntamento del cantiere #2 Ponte nelle Alpi ore 7.45

Il cantiere è stato impostato a fine marzo (prima non era possibile, per le severe condizioni climatiche della zona), e nel volgere di poco meno di cinque mesi di lavoro si è proceduto con le seguenti fasi:

  • demolizione del vecchio casello e predisposizione del cantiere, con la costruzione di una strada di accesso;
  • realizzazione di una paratia di micropali a monte della galleria;
  • rimozione del binario;
  • costruzione dell'arco rovescio, per tutta la lunghezza della galleria;
  • creazione, mediante iniezione di resine, di un involucro impermeabile nel terreno, all'esterno della volta e opportunamente distanziato da essa;
  • iniezione di boiacca di cemento per creare una nuova volta in calcestruzzo sfruttando il materiale detritico che ricopre la galleria;
  • fresatura della volta per ripristinare la sagoma limite con un adeguato margine di sicurezza;
  • rifacimento del rivestimento con rete elettrosaldata e calcestruzzo spruzzato
I lavori non sono terminati con la riapertura, proseguiranno ancora per qualche mese in orario notturno e durante le interruzioni d'orario.

E' importante precisare che questi lavori non possono in alcun modo arrestare il movimento della frana, per cui si è scelto di dare alla galleria una sezione più ampia in modo da assorbire i cedimenti del terreno che si registreranno nei prossimi decenni.
Si ricorda inoltre che esiste un progetto complessivo di variante per la tratta compresa tra la stazione di Perarolo e il ponte sul Boite, elaborato negli anni '80 e rimasto allo stato iniziale, con i portali della galleria di variante scavati per un centinaio di metri.
Il completamento di questa variante metterebbe in definitiva sicurezza la linea, tuttavia i tempi sarebero assai lunghi e i costi molto elevati, con una spesa di alcune decine di milioni di euro, a fronte dei quattro milioni spesi complessivamente per questi lavori.


Sindaci, personalità e fotografi Il treno, coppia di ALn668.1200 Incrocio a Longarone #1 Incrocio a Longarone #1 Perarolo di Cadore, omaggio da parte del Sindaco Cerimonia #2 Cerimonia #3

Dunque, dopo una lunga interruzione, venerdì primo agosto il servizio è ripreso, con la prima corsa che ha lasciato Calalzo per Belluno alle ore 6.43.
Una piccola folla attende l'arrivo del trenoMa il momento più importante è stato l'arrivo a Calalzo del primo treno pari, il 5950 partito da Belluno alle 7.45 e giunto in Cadore con un leggero ritardo alle 8.50, accolto da una piccola folla riunitasi per festeggiare il ritorno del treno a poco più di un secolo dall'inaugurazione della linea, avvenuta il 18 maggio del 1914.
A bordo del treno "inaugurale" una delegazione di sindaci del Cadore e rappresentanti istituzionali bellunesi, oltre ad alcuni viaggiatori pendolari e ad alcuni appassionati.
In stazione, imbandierata per l'occasione, si è svolta una piccola cerimonia informale, con l'augurio che questo momento possa rappresentare un punto di partenza per il miglioramento dei collegamenti con il resto d'Italia e non solo.



Sindaci e personalità si schierano per la cerimonia di rito

I problemi, invariati rispetto a prima della sospensione, sono molti.
L'orario "cadenzato" è per certi versi migliore del precedente, le connessioni per la pianura ci sono per tutte le corse, tuttavia l'arco di servizio è limitato, vi sono buchi anche di quattro ore, nei festivi è ulteriormente ridotto a dispetto del fatto che questa è l'unica zona in Veneto che vede aumentare l'utenza nel periodo estivo e nei festivi.
Il materiale rotabile impiegato, automotrici ALn.668 della serie 1200, non solo ha prestazioni modeste ed è in corso di radiazione, ma pure non consente il trasporto delle biciclette, ormai irrinuciabile per una linea a vocazione turistica, con pregiudizio per la splendida ciclabile Calalzo - Cortina - Dobbiaco.

Si spera che dalla Regione possano giungere, in tempi rapidi, delle risposte in tal senso.
Per il momento ci si può rallegrare che il treno c'è, e che le promesse fatte a gennaio sono state fin qui mantenute.



Veduta di Perarolo e della Cavallera, la vecchia SS51 di Alemagna

Foto e testi di Paolo de Pasqual