Regione Veneto, bilancio fra tagli ed emendamenti

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VENEZIA - Nel corso della giornata del 2 marzo, dopo due giorni e una notte di dibattito e sedici sessioni di lavoro che si sono susseguite dal 1° febbraio scorso, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con i soli voti della maggioranza di Lega e PdL, il bilancio 2011 e la relativa legge finanziaria.

A smuovere l'Aula da una situazione di stallo è stato il reperimento di 82 milioni di Euro aggiuntivi derivanti dal recupero degli introiti dei bolli auto, dal recupero dell'evasione Irap, dal fondo nazionale per le politiche sociali e dalla riduzione delle spese di investimento.

Il risultato che più interessa è il ridimensionamento del taglio dei finanziamenti al trasporto pubblico locale che è stato inferiore a quanto previsto all'inizio e si è limitato solamente al 10% rispetto all'anno precedente contro il 25% preventivato. Il maxiemendamento della Giunta ha ridistribuito 44 milioni di Euro al trasporto su gomma che riducono il taglio a soli 33 milioni rispetto al 2010 (-11,5%), mentre al trasporto su rotaia verranno destinati in tutto 101 milioni di Euro (contro i 115 del 2010, -12,5%), comprensivi dei 4,7 milioni di Euro per la linea Adria-Mestre che, a questo punto, è in bilico. Inoltre, nel capitolo di bilancio per "studi, progettazione e informazione per i trasporti" è iscritta una cifra pari a €13.584,15 per il solo 2011, nettamente insufficienti anche solo per avviare una puntuale analisi delle richieste di mobilità all'interno del territorio regionale. Il Presidente della Giunta Regionale, Zaia afferma: "Più di così, sul trasporto pubblico, non si può fare" mentre l'assessore alla Mobilità Chisso rimanda la questione all'assestamento di Bilancio di giugno: "Con l'entrata in vigore del criterio della premialità, il Veneto dovrebbe avere un incremento di risorse tra i 15 e i 22 milioni, coprendo così gli ammanchi del ferro".

Ottimistico il commento del consigliere Caner (Lega Nord): "Il taglio del 10% è stato giudicato sopportabile dalle aziende e dai sindacati e comunque è inferiore a quello operato su altri capitoli di spesa; oggi la riduzione dei fondi nel settore renderà necessaria per qualche azienda una riorganizzazione del servizio e il taglio degli sprechi". Viene invece espressa delusione da parte del consigliere di minoranza Bottacin (Verso Nord): "La questione del trasporto che non ha avuto l'esito che speravo: anche se il taglio è stato inferiore a quanto previsto all'inizio, la delusione maggiore è arrivata dalla mancata approvazione dell'ordine del giorno che avevo proposto e che fissava un preciso road map per riorganizzare il sistema di trasporti della nostra regione. L'unico modo per rendere moderni i trasporti nella nostra regione è riformare il sistema dalla radice e mettere in gara la gestione del servizio".

Nel corso della mattinata, mentre era ancora in corso il dibattito per l'approvazione del bilancio, una delegazione di lavoratori del trasporto pubblico locale veneziano ha inscenato una protesta sotto le finestre di Palazzo Ferro Fini e ha presidiato per alcune ore il Consiglio Regionale per rivendicare un adeguato finanziamento del comparto e proponendo un tavolo di confronto per la gestione di questa emergenza sociale. Il presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia assieme all'assessore al Bilancio, Ciambetti, ha ricevuto le organizzazioni sindacali dichiarando, senza confermare cifre, che il trasporto pubblico locale rimarrà la priorità regionale nell'assestamento di Bilancio 2011.

Nonostante questa garanzia, le federazioni sindacali ribadiscono le loro preoccupazioni affermando che "la manovra è grave e decisamente insufficiente e inadeguata". In particolare si accusa la Regione di aver infierito maggiormente sulla vita delle persone pendolari con tagli non solo ai finanziamenti del trasporto pubblico locale, ma anche con sforbiciate ai capitoli sull'SFMR (a cui sono stati sottratti 10 milioni e 350 mila Euro) e sulla viabilità (taglio di 10 milioni di Euro). In considerazione di tutto ciò è stato proclamato uno sciopero generale regionale per venerdì 1° aprile che sarà preceduto da iniziative di informazione dei lavoratori e degli utenti e di confronto con le controparti istituzionali e con le aziende.