Aggiornamenti dal Cadore - estate 2011

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BELLUNO - Estate movimentata per le ferrovie del Cadore veneto, tra frane, chiusure programmate e nuovi impianti. Eccone una panoramica.

La frana di Fortogna
Nella notte di giovedi 16 Giugno la linea Calalzo - Ponte nelle alpi è stata chiusa a seguito di una piccola frana che ha causato lo svio di un treno regionale. La linea è stata sgomberata già la mattina seguente, ma per la riapertura al traffico si è preferito prima eseguire alcune opere supplementari di protezione, per una lunghezza complessiva di una ottantina di metri. I lavori si sono conclusi il 3 luglio, e la mattina del 4 luglio il traffico è regolarmente ripreso, con la contemporanea cessazione degli autoservizi sostitutivi.



Il muretto di contenimento realizzato con blocchi di calcestruzzo prefabbricati e la nuova rete paramassi a protezione della linea (03/07/2011, foto A. De Nardi)

Il DCO a Mestre e le modifiche agli impianti
Dal 1 giugno 2011 i tratti di linea Calalzo - Castelfranco, Montebelluna - Treviso e Ponte nelle Alpi - Conegliano vengono telecomandate dalla sede centrale DCO di Mestre, con disattivazione del posto di comando di Belluno.

Il DCO - Dirigente Centrale Operativo - è una tipologia di gestione della circolazione in un cui una unica figura professionale, il DC appunto, tramite impianti di telecomando coordina il traffico ferroviario, con possibilità di intervento da remoto sugli apparati di linea (da cui l'aggettivo "operativo") senza bisogno di altro personale sul posto, almeno per la gestione di routine. Le strutture venete di RFI sono tecnologicamente all'avanguardia per quanto riguarda il telecomando ed il telecontrollo delle linee, ed è previsto che gradualmente il posto di controllo di Mestre arrivi ad avere giurisdizione su quasi tutte le linee del NordEst.


Il posto Centrale ACC (Apparato Centrale Computerizzato) - particolare (foto FS)

Ovviamente tutti gli impianti della linea hanno dovuto essere predisposti per la nuova gestione, con modifiche alle stazioni di Ponte nelle Alpi, Sedico Bribano, Quero Vas e S. Giustina Cesio. Contestualmente è stata soppressa in via definitiva la fermata di Nove.

La nuova stazione di Santa Croce
Contestualmente al trasferimento del DCO è stata attivata anche la nuova configurazione di Santa Croce del Lago, che con l'aggiunta del secondo binario da fermata torna ad essere stazione, ovvero impianto con possibilità di realizzare incroci e precedenze. Si viene così a suddividere la lunga tratta Ponte nelle Alpi - Vittorio Veneto in due parti ciascuna delle quali può veder transitare un treno indipendentemente dall'altra, aumentando sensibilmente la capacità della linea.


Panoramica del cantiere di Santa Croce del Lago (31/05/2011, foto P. de Pasqual)

Della nuova stazione di Santa Croce parleremo in dettaglio in un prossimo articolo.

Le chiusure estive
Oltre alla chiusura forzata della Calalzo - Ponte nella Alpi dal 17 giugno al 4 luglio a seguito della frana di Fortogna, dobbiamo segnalare anche la sospensione del servizio fra Belluno e Montebelluna dal 4 al 17 di luglio, alcune modifiche alla circolazione per lavori notturni alla galleria di Perarolo, e la prossima chiusura della Ponte nelle Alpi - Conegliano dal 29 agosto all'11 settembre. Si tratta di lavori di "potenziamento infrastrutturale" per i quali si è ritenuto più conveniente di sospendere la circolazione, approfittando della riduzione estiva del pendolarismo.

Comprendiamo che si tratta di una politica probabilmente accettabile in "tempi di magra", che consente a Trenitalia di risparmiare denaro per un servizio previsto ma che di fatto non viene effettuato; è ovvio però che questo tipo di gestione distrugge alla base ogni tipo di progetto che miri alla valorizzazione turistica estiva delle nostre splendide linee di montagna. Non che questi progetti abbondino, nella politica attuale... ma non possiamo non pensare che delle chiusure simili, in Trentino o in Alto Adige, causerebbero una sollevazione della cittadinanza e degli operatori turistici.

Le chiusure estive, insieme al mancato rinnovo del parco rotabile che inizia a mostrare i segni del tempo, e considerando la quasi totale assenza di promozione del mezzo ferroviario, costituiscono una strategia di mera sopravvivenza del servizio. La politica deve fare di più; se non potenziando, vista la situazione economica, almeno cercando di valorizzare al massimo l'esistente. Con una frazione della spesa per i lavori di Santa Croce si organizzavano una dozzina di treni storici a vapore fino a Calalzo...