Secondo gli ultimi roboanti annunci dei politici questa piccola linea dovrebbe diventare uno snodo cruciale per il traffico ferroviario europeo... ma sarà poi vero? Ecco la storia. VENEZIA - La notizia è dell'8 gennaio scorso: RFI investirà 50 milioni di euro per elettrificare la Casarsa - Portogruaro, linea secondaria a binario unico che connette le due direttrici Venezia - Trieste e Venezia - Udine; 21 kilometri di binari che costituiscono una delle uniche due linee non elettrificate della rete friulana, insieme alla Sacile - Osoppo. Di per sé sarebbe una buona notizia... Già, i problemi al materiale: sono sempre più frequenti i disagi sulla linea, e sulla stampa è apparso il seguente commento di Trenitalia: "I disagi di questi giorni sono da imputare ai problemi di disponibilità dei mezzi e alla loro necessaria manutenzione in quanto i treni sono vecchi." Come sarebbe a dire che i treni sono vecchi...? I Minuetto sarebbero vecchi? Sono treni costruiti a partire dal 2003, il più vecchio ha meno di 10 anni, pertanto sono fra i treni più moderni di Trenitalia! Qualcosa non torna... adesso forse elettrificheranno la linea, ma se la manutenzione continuerà ad essere a questi livelli, c'è poco da sperare per i passeggeri. E infatti l'Assessore inizia a minacciare la disdetta del contratto... Solo elettrificazione? ![]() La stazione di Teglio Veneto nell'estate del 2011: forse non è l'elettrificazione il problema principale... Il corridoio europeo e altre amenità Peccato però che ad oggi ancora non esista un treno diurno che colleghi Venezia a Vienna. Zero treni, solo autobus. Elettrificare la Casarsa servirà a modificare questa situazione? Come bugia è ben poco credibile. E se anche fosse... che ce ne facciamo? Dirottiamo i treni giù verso Portogruaro, allungando il percorso e tagliando fuori Treviso, Conegliano e Pordenone? Altro che "adeguamento all'Alta Velocità", questo è l'ennesimo annuncio propagandistico: si prende un lavoro edilizio, anche modesto, gli si da un nome altisonante, e si promettono mari e monti ai cittadini. Poi uno va in stazione e il treno non c'è o è soppresso, ma pazienza. E sul versante delle merci? Un corridoio alternativo fa sempre bene, il problema è: alternativo a cosa? Un percorso Udine - Casarsa - Portogruaro - Mestre avrebbe il doppio difetto di saltare lo scalo merci di Cervignano, ed entrare a Mestre dai binari più affollati, quelli che con molta fatica si sta cercando di "sbloccare" in questi mesi con i lavori alla Gazzera. Molto più sensati i progetti di potenziamento del traffico regionale; come già detto, elettrificare la linea potrebbe migliorare la gestione del materiale sia in condizioni ordinarie che in caso di guasti ed altre emergenze. Si parla addirittura di costruire una piccola "lunetta" a Casarsa per collegare direttamente Portogruaro a Pordenone con un servizio frequente ed affidabile. Non a caso i sindaci si lamentano dei disservizi lungo la linea, più che della mancanza di nuovi collegamenti col Nord Europa; insieme ai due assessori regionali Chisso e Riccardi ne discuteranno lunedi 23 gennaio al municipio di San Vito al Tagliamento. Altri interventi necessari e possibili Per quanto riguarda la Regione Veneto invece, ancora una volta ci piacerebbe che si parlasse meno dei "grandi corridoi" e più dei problemi reali dei viaggiatori. Peraltro, invece di porre tanta enfasi sull'elettrificazione di una linea a gestione friulana, sarebbe il caso di chiedersi quanto verranno attuati simili interventi anche nella nostra regione: la Mira Buse - Piove di Sacco, la Bassano - Cittadella - Camposampiero, la Isola della Scala - Cerea, sono tutte linee diesel corte ed "isolate", la cui elettrificazione potrebbe consentire sensibili passi in avanti sul piano dei servizi attivabili. Per non parlare del raddoppio del ponte sul Brenta a Vigodarzere (inspiegabile strozzatura su una linea a doppio binario elettrificata), il raddoppio della Maerne - Castelfranco - Bassano... insomma, ce n'è da fare. Cinque milioni di Veneti aspettano interventi concreti, treni che li portino all'università, al lavoro o a teatro, non "corridoi" e maxiopere. Per saperne di più:
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Ripristino Linea Portogruaro Gemona
se hanno 50 milioni da spendere , sarebbe anche opportuno il ripristino della Casarsa Pinzano per completare il loop Casarsa, Sacile, Maniago , Pinzano, Spilimbergo per migliorare la viabilità circolare in provincia di Pordenone oltre che un collegamento ( se elettrificata ) con l'Austria ( come in tempo di guerra, era linea militare)