Quadruplicamento e litoranea: avanti in ordine sparso

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Il 23 aprile scorso, quando presso la sede della Provincia di Venezia il Commissario straordinario Bortolo Mainardi assieme ai tecnici di Italferr S.p.A. aveva presentato lo studio di pre-fattibilità del quadruplicamento in affiancamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste, aveva posto ai Comuni anche una scadenza per esprimere il proprio parere sul progetto: il 30 giugno.
Ed ecco che a ridosso della data fatidica i Consigli comunali dei comuni interessati si sono riuniti per deliberare...

Nella scorsa settimana abbiamo assistito in tutto il Veneto Orientale alle varie sedute dalle quali è emerso un quadro molto variegato di pareri, fra favorevoli (sebbene con alcune riserve e richieste), contrari (con differenti motivazioni) e astenuti (alcuni, con richieste di proroga).
Sul fronte dei favorevoli ci sono i comuni di Venezia, Musile di Piave, San Dona' di Piave, Portogruaro, Teglio Veneto e Fossalta di Portogruaro. Il Comune di Venezia, però, ha espresso alcune perplessità in merito alla riapertura completa della Linea dei Bivi per il transito dei treni merci diretti ad est senza passare per il centro urbano di Mestre, definendo poi altre priorità come il potenziamento della linea attuale e la relizzazione di una bretella ferroviaria Dese-Aeroporto; Musile, San Dona' e Portogruaro si sono detti favorevoli a patto che i nuovi binari vengano fatti passare sottoterra, in galleria, in corrispondenza delle principali frazioni e quartieri come Croce, Mussetta e San Nicolò; infine, i due Comuni più orientali, Teglio e Fossalta di Portogruaro, sono favorevoli al quadruplicamento accanto al tracciato attuale e non in affiancamento all'autostrada A4, come, invece, dovrebbe avvenire sulla sponda friulana del Tagliamento.
Sul fronte dei contrari, invece, ci sono solo Meolo e San Stino di Livenza: il primo ha sostenuto nuovamente che il tracciato migliore e meno impattante per il paese sarebbe quello litoraneo, come d'altronde già stabilito in una delibera del dicembre 2010, mentre il Comune sul Livenza ritiene sin da ora sufficiente il potenziamento tecnologico e infrastrutturale dell'attuale linea, per cui ulteriori due binari sarebbero superflui.
Infine, i comuni di Torre di Mosto e Annone Veneto non hanno assunto alcuna decisione, mentre Ceggia, Marcon e Quarto d'Altino hanno richiesto una proroga col fine di avere ulteriori dettagli ed elementi sulla base dei quali esprimere un proprio giudizio il quanto più possibile equo e ponderato.
Ora il Commissario Mainardi si è riservato quindici giorni per elaborare un dossier nel quale riassumere le posizioni espresse dai vari Comuni e il quale verrà trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché al Ministero dell'Ambiente. Nel frattempo proseguiranno in tutto il Veneto Orientale dibattiti e iniziative proposti dai vari comitati sorti nei paesi interessati dall'opera, nonché raccolte di firme affinché la popolazione venga resa partecipe del processo decisionale: solo a Meolo sono state raccolte e consegnate nel corso del Consiglio Comunale circa 1800 firme di cittadini meolesi, mentre oltre 500 firme sono state raccolte nella vicina frazione di Croce di Musile di Piave.

Nel frattempo non si è fermato il progetto della linea litoranea, presentato per la prima volta nell'autunno del 2010. Le ultime notizie relative a quest'ultimo risalivano allo scorso gennaio, quando la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo aveva accolto un ricorso presentato da Legambiente Veneto, LIPU e Comitato "L'altra TAV" rilevando la mancanza di presentazione al pubblico del progetto, di pubblicità e informazione col coinvolgimento degli attori locali rilevanti, il deposito dello Studio di Impatto Ambientale successivo, e non contestuale, al deposito del progetto preliminare, l'assenza di identificazione, descrizione, confronto e valutazione degli impatti cumulativi e la mancanza di considerazione e valutazione dell'"opzione zero", ovvero il potenziamento dell'attuale linea ferroviaria. Fra marzo e aprile del 2011, il Ministero dell'Ambiente aveva richiesto delle integrazioni allo Studio di Valutazione di Impatto Ambientale e a seguito di questa il proponente, Italferr S.p.A., il 20 giugno scorso ha pubblicato nuovamente un avviso di "Deposito degli elaborati relativi al Sistema Conoscitivo Unico dei Quattro Tracciati di Progetto" comprendente le quattro tratte (Venezia Mestre - Aeroporto Marco Polo; Aeroporto Marco Polo - Portogruaro; Portogruaro - Ronchi dei Legionari; Ronchi dei Legionari - Trieste) unitariamente.

Non è mancata la reazione del WWF del Friuli Venezia Giulia il quale si chiede in che cosa consista questo nuovo "Sistema Conoscitivo Unitario", novità assoluta nell'ambito delle Valutazioni di Impatto Ambientali ministeriali, che "si limita maldestramente a rendere coerente lo studio di impatto ambientale sui quattro progetti preliminari delle varie tratte". Inoltre si contesta la tempistica di pubblicazione di questo avviso, a ridosso dell'estate, con scadenza poco dopo Ferragosto (il 19 agosto per la precisione), nonché la mancata messa a disposizione dei documenti sul sito del Ministero dell'Ambiente, ma anche delle Regioni del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia. L'intera documentazione presentata, a quanto è dato sapere, è costituita da una relazione generale e da una "illeggibile cartina in scala 1:200.000 (circa)", sui quali risulta difficile effettuare osservazioni globali. Inoltre pare non siano stati precisati i costi dell’opera, le relative fonti di finanziamento e l’analisi costi-benefici. Insomma, sembra che questo sia l'ennesimo tentativo di aggirare uno dei vari punti del progetto contestati, ovvero la suddivisione dell'opera in quattro tronconi indipendenti, ma questo non toglie il fatto che l'intera procedura di Valutazione di Impatto Ambientale sia piena di vizi manchi di altre caratteristiche fondamentali, come già rilevato nelle motivazioni di accoglimento del ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Si legge infatti: "Se la soluzione tecnica lascia fortemente perplessi, ancor più grave è stata l'assoluta mancanza di coinvolgimento della popolazione interessata e di tutti i portatori di interessi nella redazione di un così importante progetto, destinato a realizzare un impatto fortissimo nella realtà territoriali coinvolte".