Due treni in meno sulla Venezia-Trieste

Versione stampabileVersione stampabile

[Ultimo aggiornamento alle ore 18.07 del 19/07/2012]

Lo scorso anno, di questo periodo annunciavamo il taglio di 27 treni regionali sulle linee secondarie di tutto il Veneto. Ora, a distanza di un anno, ci risiamo: sono comparsi mercoledì nelle varie stazioni gli avvisi che annunciano da sabato 28 luglio alcune variazioni del programma dei treni circolanti, che erano all'inizio state annunciate già per il prossimo weekend.

In particolare verranno soppressi il Regionale Veloce 2476/2477 Trieste-Udine-Venezia (partenza ore 20.42, arrivo ore 23.56) e il Regionale Veloce 2219 Venezia-Portogruaro-Trieste (partenza ore 0.21, arrivo ore 2.25), mentre in Alto Adige una coppia di Bologna-Brennero, precisamente i Regionali Veloci 2252 e 2261 verranno limitati a Bolzano (con arrivo alle 9.30 e ripartenza alle 14.31).
Come si apprende dalla nota, tale provvedimento è stato assunto da Trenitalia “a seguito della riduzione dei corrispettivi previsti nel Contratto di Servizio”, con riferimento alla riduzione dei trasferimenti statali verso le Regioni per la gestione dei cosiddetti “servizi indivisi” a cavallo di più territori, come sono per l'appunto i treni della Venezia-Trieste o della Bologna-Verona-Brennero. Tale ipotesi era stata ventilata non più tardi di un mese fa, quando Mauro Moretti, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, nel corso di una conferenza tenutasi a Trieste, aveva comunicato la soppressione di cinque coppie di treni fra Veneto e Friuli. Quello di questo fine settimana sembra dunque essere solo il primo passo: infatti, è già stato annunciato che ad inizio settembre verrà tagliata un'altra coppia Verona-Brennero (i treni Regionale Veloce 2264 e 2267) e proprio in queste ore, i consiglieri regionali del PD Tiozzo, Bonfante e Fasoli, lanciano l'allarme in quanto pare che nel prossimo autunno ci saranno altri tagli sulle linee secondarie con una drastica riduzione del servizio sulla già martoriata Verona-Rovigo-Chioggia.
Certo, i treni interessati sono quattro in tutto, ma sono tagli pesanti, su linee importanti, le direttrici del Paese. E non dimentichiamo che, mentre per quanto riguarda la linea del Brennero si tratta di soppressioni parziali, in pieno giorno per le quali esistono altre alternative entro un relativamente breve arco temporale, non da ultimi gli Eurocity, nei collegamenti Veneto-Friuli si tratta delle ultime corse serali, riducendo notevolmente le possibilità di mobilità dai centri principali verso la periferia. La soppressione del RV 2476/2477 comporta la necessità di partire oltre un'ora e mezza più tardi, alle 22.21 per chi vuole muoversi fra Trieste e Udine (contando il fatto che questo treno non fa tutte le fermate che invece effettuava il treno soppresso), mentre da Udine bisogna anticipare la partenza di due ore esatte, alle 20.07, oppure alle 21.22 usando però un treno di livello superiore, l'Intercity Notte 771, con relativo maggiore esborso per il biglietto. Per quanto riguarda l'altro treno, il RV 2219, la presenza del regionale 5801 che parte poco dopo da Venezia ne limita i danni per quei viaggiatori diretti fino a Portogruaro (sebbene fino a metà settembre sia limitato a San Donà di Piave e sostituito da bus a causa di lavori di ammodernamento sulla linea), mentre per chi deve recarsi oltre non c'è altra alternativa che utilizzare il precedente regionale 11043 in partenza alle 22.57, sobbarcandosi però tutte le fermate in territorio veneto, con un notevole aumento dei tempi di percorrenza.
Ulteriore danno, derivante dalla soppressione di questi treni, è l'ancora maggiore isolamento per tutto il Nordest oltre Mestre. In presenza di soli sporadici treni a lunga percorrenza che colleghino Trieste e Udine con Roma e Milano, ai viaggiatori non rimaneva altra alternativa che utilizzare le Frecce fino all'hub di Mestre e da lì proseguire con un treno regionale, magari proprio l'ultimo della serata. Con la soppressione del RV 2219, per garantirsi la coincidenza a Mestre e poter giungere a destinazione in giornata, ora si dovrà partire da Milano alle 20.05, invece che alle 21.35 e da Roma alle 18.45, invece che alle 19.45 (oppure puntare direttamente sull'Intercity Notte che parte alle 22.35 e arriva nel capoluogo giuliano solo la mattina successiva): orari non di certo proibitivi, ma lo stesso penalizzanti per chi ha impegni di lavoro che potrebbero occupare fino a tardi.
Nessuna reazione finora da parte della politica. Lo scorso anno l'assessore veneto alle Politiche della Mobilità Renato Chisso diceva: “Soldi non ce ne sono e dobbiamo fare il massimo con i fichi secchi. Occorre ottimizzare” con riferimento a treni con pochi passeggeri seguiti a loro volta da altri treni nell'arco di mezz'ora. In questo caso non si tratta di alcuna ottimizzazione, ma di tagli indiscriminati in quanto, come evidenziato nelle righe precedenti, si tratta dell'ultimo servizio serale e, per esperienza personale, non erano proprio collegamenti inutilizzati e, al contrario, apprezzati sia da lavoratori di rientro da Venezia che da giovani dopo una serata nella città lagunare. Sembra la logica “non ci sono soldi, iniziamo a tagliare”, ma come abbiamo scritto altre volte su questo sito, questi tagli, minando la frequenza del servizio, non faranno altro che disaffezionare la clientela, richiamando necessariamente in un futuro prossimo altri tagli. Ed ecco dunque che si fa urgente la conclusione del processo di ridefinizione dei servizi minimi così come è stato richiesto (nuovamente) dal Consiglio regionale veneto e che dopo diversi mesi, risulta ancora dimenticato nel cassetto di qualche dirigente o arenato in qualche commissione.