Rimangono i treni sulla Venezia-Trieste

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Subito dopo l'annuncio da parte di Trenitalia della soppressione di alcuni treni a partire dal 21 luglio, le Regioni e le Province autonome si sono mobilitate per ottenere un incontro con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con i rappresentanti di Trenitalia per discutere la situazione. A seguito di ciò, in un primo momento il provvedimento è stato rinviato di una settimana e in seguito sospeso, in attesa di fare chiarezza sulle risorse economiche disponibili per il finanziamento dei "treni indivisi".

Appena sono comparsi gli avvisi della soppressione di alcuni treni a partire dal 28 luglio, il mondo politico è entrato in subbuglio malgrado Trenitalia avesse comunicato già a inizio giugno la possibilità di dover ridurre il servizio offerto per mancanza di fondi sufficienti. Invece, le Regioni interessate, non solo Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano, si sono subito organizzate, manifestando il comune interesse per il mantenimento di tali servizi. Per questo è stato chiesto un incontro, convocato per giovedì scorso, fra i vari rappresentanti degli enti locali, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Trenitalia per cercare di reperire le risorse necessarie e scongiurare i tagli.
La misura in un primo momento sembrava dover entrare in vigore nel week end fra il 21 e il 22 luglio scorsi e, per quanto riguarda il Veneto, doveva interessare due treni sulla direttrice Venezia-Trieste, il Regionale Veloce 2476 in partenza da Trieste alle 20.42 e il Regionale Veloce 2219 in partenza da Venezia alle 0.21, e marginalmente altri due treni Bologna-Verona-Brennero, i Regionali Veloce 2264 e 2267, limitati a Bolzano. Inoltre si prospettava per l'inizio di settembre ulteriori tagli, soprattutto sulla direttrice del Brennero con altri due treni limitati a Verona.
Questi quattro treni fanno parte del pacchetto dei “treni indivisi”, treni il cui percorso si estende a cavallo di più Regioni e che, sebbene nel 1998 le deleghe per la contrattazione del trasporto regionale su rotaia siano passate dallo Stato alle Regioni, rimangono ancora parte di un Contratto di Servizio siglato da Roma.
Tuttavia, alla fine dell'incontro presso il Ministero, la misura è stata sospesa e rinviata a data da destinarsi. Le Regioni e le Province autonome hanno ribadito l'importanza di questi servizi “indivisi” e le ingenti risorse economiche proprie investite per questi servizi ferroviari regionali. L'assessore regionale friulano ai Trasporti, Riccardo Riccardi, annuncia: “Già dalle prossime settimane sarà avviato un confronto tra Ministeri, Regioni e Province autonome e Trenitalia per valutare gli effetti dei tagli delle risorse a disposizione del relativo capitolo di bilancio statale, confermati nel corso della riunione, ed esaminare le possibili soluzioni anche sulla base di dati tecnici ed economici che Trenitalia ed il Ministero dei Trasporti si sono dichiarati disponibili a fornire entro qualche giorno. La richiesta di Trenitalia è che tale verifica su risorse e servizi si concluda a breve già nel mese di settembre in modo da poter definire per tempo le successive azioni sulla base delle risorse che saranno disponibili”. Tuttavia il Ministero ha già indicato una contrazione delle risorse a bilancio pari a 50 milioni in meno rispetto al 2011, anche se da parte degli enti locali è stato auspicato il recupero di ulteriori disponibilità finanziarie da parte del Governo. Prossimo incontro fissato già per i primi giorni di agosto.
A questo punto c'è anche chi è disposto a farsi carico completamente di questi treni come afferma l'assessore provinciale alla mobilità altoatesino, Thomas Widmann: "Trenitalia e’ disponibile a negoziare sulle modalità’ di risparmio, il Ministero ha addirittura segnalato un’apertura riguardo alla possibilità’ che il prossimo anno la Provincia possa assumere la gestione dei treni interregionali". Come già' avvenuto nella protesta contro la cancellazione dei treni, anche nella nuova fase di trattative con Roma per l'assunzione di nuove competenze si punta sulla stretta collaborazione con il Trentino e gli altri territori coinvolti per portare avanti una strategia comune.