Veneto: la difficile strada del bilancio 2013

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Archiviata la tornata elettorale delle elezioni politiche e con la primavera alle porte, è tornato a Palazzo Ferro-Fini nuovamente il tempo di discutere di Bilancio regionale.

Come accade da qualche anno a questa parte, il settore del Trasporto Pubblico Locale attende con trepidazione le decisioni della politica in quanto ogni anno l'importo del finanziamento viene ridimensionato e si deve necessariamente ricorrere a successivi aggiustamenti che si susseguono fino alla fine dell'anno, con l'assestamento di bilancio oppure, nel peggiore dei casi, alla riduzione dei servizi erogati alla cittadinanza, con tagli alle corse e aumenti delle tariffe.

La discussione anche quest'anno si sta protraendo ben oltre i tempi previsti, visto l'ennesimo rinvio alla prossima settimana, che dovrebbe essere quella decisiva. In questa maniera il Veneto diventa l'ultima regione ad approvare il proprio bilancio. Tuttavia, nel corso delle numerose sedute che si sono succedute fino ad ora, attraverso gli oltre 270 emendamenti alla proposta della Giunta, si sta cercando di reperire i fondi necessari a quegli interventi soggetti a maggiore domanda sociale, come ad esempio la mobilità.
Infatti, anche quest'anno la Regione si è trovata a fare i conti con i tagli dei trasferimenti statali che - spiega il relatore della manovra finanziaria, il presidente della Commissione Bilancio, Costantino Toniolo - tra riduzione delle spese soggette al patto di stabilità e contenimento della spesa sanitaria, ammontano per il solo Veneto a 1,3 miliardi di Euro. Inoltre, dal 2013 spariscono i finanziamenti statali che vengono accentrati in un Fondo statale per il finanziamento del Trasporto Pubblico Locale" che per il complesso delle Regioni a statuto ordinario dovrebbe ammontare a 4929,3 milioni di Euro, alimentato anche dalle accise su gasolio e benzina volute dal Decreto Legge 98/2011 (la cosiddetta "Manovra d'estate"). Del fondo appena citato, vanno a vantaggio della Regione del Veneto 386,1 milioni di Euro, da spartire fra trasporti su gomma e lagunare (264,9 milioni) e su ferro (121,2 milioni). Per il trasporto ferroviario, oltre 117 milioni andranno a Trenitalia, mentre poco più di 3 milioni andranno a Sistemi Territoriali per l'esercizio e il servizio sulla linea Adria - Mestre.
A questi soldi, vanno ad aggiungersi altre somme vincolate dalla Regione per circa 20 milioni di Euro. Per esempio vi è il capitolo per l'acquisto di nuovo materiale rotabile, in particolare la fornitura di 24 treni ordinati a Stadler, i cui primi esemplari sono stati consegnati e presentati sul finire del 2012. Per quest'anno sono previsti 12,9 milioni di Euro, mentre in previsione 2014-2015 la quota annuale viene ridotta a 11,1 milioni.

L'opposizione - guidata dal controrelatore della manovra finanziaria, il consigliere Piero Ruzzante e dal vicepresidente della commissione Trasporti, il consigliere Bruno Pigozzo - evidenzia che le spaccature interne alla compagine di governo stanno provocando ritardi sull'assegnazione degli stanziamenti con gravi conseguenze che si avranno sui servizi essenziali per la mobilità di studenti e lavoratori". Inoltre chiede alla Regione di farsi portavoce presso il Governo per una rapida determinazione di criteri più equi ed equilibrati di ripartizione del Fondo perequativo tra le Regioni, privilegiando nuovi investimenti per il sistema ferroviario, nonché il reperimento di ulteriori 8 milioni di Euro per l'avvio del progetto di Orario cadenzato recentemente presentato, senza i quali le aziende non potranno organizzare correttamente i servizi, in attesa del bilancio di assestamento, che di solito viene approvato in autunno.
Pronta la replica della maggioranza per voce presidente della commissione Trasporti, Andrea Bassi, il quale afferma che con la cifra stanziata dalla Giunta per il TPL si darebbe finalmente respiro ad un settore massacrato dai tagli degli ultimi anni, con conseguente miglioramento e potenziamento dei servizi, ponendo fine alle soppressioni di linee", in attesa poi che entrino in vigore i nuovi criteri di ripartizione delle risorse che avvantaggerebbero le realtà da sempre più penalizzate.
Una delegazione delle rappresentanze regionali di CGIL, CISL e UIL del settore trasporti si è comunque recata presso il Consiglio regionale per chiedere che la Giunta stanzi, oltre ai trasferimenti statali, altri soldi per "garantire il potenziamento del TPL, che ha bisogno di risorse certe, piani strutturali, riordino della rete, nuovo materiale rotabile, maggiore qualità". Si tratterebbero di 15 milioni che mancherebbero alla copertura del contratto del servizio ferroviario, oltre ai già citati 8 milioni per l'avvio dell'orario cadenzato.

Infine, alcune considerazioni: cosa è cambiato rispetto allo scorso anno? Ben poco. La coperta è corta per tutti e trovare i soldi per finanziare le varie voci di bilancio risulta sempre più difficile, specie se in contemporanea diminuiscono le entrate ed aumentano i costi. Il fatto che la Giunta sia riuscita quantomeno a confermare i finanziamenti, addirittura in misura leggermente superiore rispetto allo scorso anno, fa ben sperare, anche se sarebbe stato necessario uno sforzo maggiore, da un lato per non ritrovarsi tra qualche mese a corto di soldi e quindi con la necessità di tagliare corse o servizi nelle stazioni, dall'altro, per stanziare i soldi necessari per l'attuazione del progetto di orario cadenzato, che nella formula SFMR giace da 12 anni sulle scrivanie dei palazzi regionali. Un'ultima nota: lo scorso anno, proprio in occasione del Bilancio 2012, era stato approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a ridefinire i livelli minimi dei servizi per il settore automobilistico, lagunare per determinare il riparto dei fondi assegnati alle aziende. Lo scopo dichiarato era quello di distribuire in maniera ottimale le risorse a disposizione, così da evitare sprechi. Il termine assegnato era di 150 giorni. Ebbene, dopo un anno c'è ancora un nulla di fatto, se non l'annuncio del consigliere Bassi il quale dichiara che presto si arriverà a una soluzione: peccato che in una situazione di vera emergenza, sarebbe stato necessario arrivare al più presto a una decisione e non rimandare di anni delle semplici misure a costo zero, essenziali per il miglioramento del Trasporto Pubblico Locale, a vantaggio di tutti i contribuenti della Regione.