Elezioni FVG 2013: analizziamo i programmi

Versione stampabileVersione stampabile

Per quanto il fatto sembri essere passato sotto silenzio, domenica 21 e lunedì 22 aprile gli elettori del Friuli Venezia Giulia saranno chiamati a rinnovare il Presidente ed il Consiglio regionali.
Per favorire una scelta consapevole, abbiamo analizzato i programmi dei principali candidati a proposito di infrastrutture, in particolare dal punto di vista della ferrovia e del trasporto pubblico.

Nell'attività di divulgazione, nel contatto col pubblico, ci rendiamo conto che la prima causa della malagestione del trasporto ferroviario regionale è che la stragrande maggioranza della popolazione non sa che la responsabilità del servizio è in capo agli amministratori regionali. Di conseguenza non viene posta la dovuta attenzione alla loro scelta, facendo venir meno il principio di responsabilità delle scelte politiche che dovrebbe mettere in concorrenza i vari candidati e spronarli a fornire proposte migliori per il territorio. Così facendo i cittadini lasciano che le scelte delle politiche regionali, invero tanto impattanti sulla quotidianità delle proprie vite, siano decise in modo quasi casuale e con un ridottissimo margine di miglioramento.
Perché il voto dei prossimi giorni sia più ricco di significato, almeno per quanto riguarda il nostro campo, abbiamo studiato i programmi dei tre principali candidati, al fine di fornire una guida di settore per compiere una scelta consapevole.

I programmi presi in esame sono nelle versioni depositate ufficialmente, reperibili a questo indirizzo.
Il confronto è sia quantitativo che qualitativo: quanto si parla di ferrovia, ma soprattutto in cosa consistono le proposte dei candidati. Analizziamo inoltre le esperienze pregresse dei candidati, valutandone la competenza nel campo dei trasporti.

Saverio Galluccio

Il programma del candidato M5S è composto di sei pagine, una delle quali è titolata “Edilizia e ambiente”.
Degli otto punti elencati, due sono dedicati ai trasporti.
Il primo riguarda la costruzione di infrastrutture, con una posizione netta: blocco di nuove costruzioni (TAV/TAC e terza corsia A4), modernizzazione delle strutture esistenti, e coinvolgimento delle popolazioni anche per opere minori, in ogni caso possibili solo in sostituzione delle esistenti.
Il secondo punto elenca sinteticamente le politiche di gestione del trasporto: “Trasporti sostenibili per il trasferimento di merci e passeggeri da gomma a rotaia (nuovi treni sfruttando meglio le infrastrutture esistenti); priorità alla mobilità elettrica e collettiva; realizzazione di reti di piste ciclabili, a scopo turistico e urbano; intermodalità: ottimizzazione dei sistemi di trasporto passeggeri e merci in ambito urbano, regionale ed interregionale”.

Difficile fornire un commento approfondito, mancando di fatto qualsiasi dettaglio attuativo di queste proposte. In un programma di gestione regionale è lecito aspettarsi, accanto ad un rapido elenco di buone pratiche, la spiegazione di come si intenda attuarle nella pratica. “Sfruttare meglio”, “ottimizzare i sistemi”, “trasferimento da gomma a rotaia” sono tutti ottimi intenti che tali rimangono, in assenza di un piano concreto per tradurli in realtà; piano che, se esistesse, sarebbe dovuto comparire nel programma, dato che è ciò che fa la differenza tra promesse elettorali generiche (nella più pura tradizione della “vecchia politica”) e un vero cambiamento dell'amministrazione.
Accanto a principi di generale buonsenso (trasferimento modale, modernizzazione delle infrastrutture, sostenibilità ambientale) si trovano posizioni rigidamente ideologiche: è corretto insistere per l'uso migliore delle infrastrutture prima di procedere con altre costruzioni, ma questo non giustifica l'idea generale di impedire qualsiasi opera.
Come usiamo dire, AV e AC sono meri strumenti applicabili ad un progetto di trasporti: in alcuni casi sono utili, in altri no. In ogni caso la scelta politica di essere a priori totalmente contrari o a favore è sbagliata ed ideologica.
E su cosa sia modernizzazione o nuova costruzione c'è un po' di confusione: tecnicamente si possono applicare tecnologie Alta Capacità anche alle linee esistenti, così come la terza corsia di un'autostrada esistente è di fatto un upgrade di un'infrastruttura già operativa.

Il curriculum di Saverio Galluccio non aggiunge materia sull'argomento trasporti: diplomato in ragioneria, ha svolto la propria carriera professionale nell'ambito bancario-finanziario, e in tempi recenti si è dedicato al settore dell'ediliza a basso impatto ambientale.

Renzo Tondo

Un'immagine eloquente: Vernizzi, Tondo, Riccardi, il logo di Autovie Venete...

Il programma del candidato di centrodestra è composto di 25 pagine, articolate in sei punti; il punto 4, Infrastrutture, occupa poco più di due pagine.
Sono citati: la realizzazione della terza corsia A4, la banda larga, la riqualificazione energetica, il governo del territorio, l'integrazione di porti e aeroporti con le altre strutture della zona. Si chiude assicurando “continuità agli interventi, in buona parte già programmati, relativi alla viabilità e alla rete trasportistica regionale, alla difesa degli inquinamenti [NdR: si difendono già bene da soli...], nonché al trasporto pubblico locale e all'energia”.

E la ferrovia? Non pervenuta. Nell'intero programma elettorale di Tondo non si fa menzione a ferrovia, rotaie, treni.
Se a Galluccio abbiamo imputato lo scarso approfondimento delle proposte, Tondo ci risparmia la fatica: non c'è nemmeno qualcosa da approfondire. Dovremmo concludere che la ferrovia in Friuli Venezia Giulia non esiste...
Questa mancanza è ancora più grave alla luce del fatto che Tondo è Presidente uscente e sta proponendosi ai cittadini per la continuazione della propria amministrazione. Il semplice rimando agli “interventi già programmati”, senza specificare nemmeno vagamente quali siano, fornisce il metro per capire quanto ad oggi la ferrovia sia stata politicamente tenuta in considerazione.

Non potendo commentare le proposte future, possiamo stilare un bilancio di ciò che è stato fatto, col vantaggio di poter analizzare direttamente la figura e l'operato dell'assessore Riccardi.
E' probabilmente la consolidata vicinanza al settore autostradale, in particolare con l'esperienza come Direttore Operativo di Autovie Venete, a condizionare il forte sbilanciamento di questa amministrazione verso i progetti di mobilità privata. Si nota anche dalla lettura del programma che l'operazione “Terza corsia” rappresenta un caposaldo della proposta politica Tondo; il che non sarebbe di per sé scorretto, se la disparità rispetto all'impegno nella ferrovia non fosse così lampante.
In questi anni abbiamo assistito all'avvio di nuovi progetti: la revisione dei servizi della Udine – Cividale, l'avvio del progetto Micotra, l'introduzione di nuovo materiale rotabile sia per FUC che tramite Trenitalia, lo sforzo per mantenere alcuni servizi a lunga percorrenza messi a rischio da Trenitalia, l'apertura del progetto di raddoppio della Udine - Cervignano.
Molte altre cose sono andate male: il servizio regionale non è stato di fatto evoluto, così come resta carente l'integrazione ferro-gomma; la mancanza di un piano generale di esercizio fa sollevare forti dubbi sulla bontà degli investimenti in materiale rotabile. Il piano di investimento per l'infrastruttura merci nel porto di Trieste è fermo, l'interporto di Pordenone resta assente, l'enorme scalo di Cervignano è di fatto un fantasma, la linea Gemona – Sacile è andata persa, e soprattutto è mancato un contrasto forte al devastante piano RFI per la dismissione di buona parte dell'infrastruttura in Regione.
Il bilancio finale non è positivo, ma ciò che appare in modo evidente è la generale mancanza di interesse per la ferrovia; se il programma elettorale di Tondo ci costringe a valutare il pregresso per intuire il futuro, senza modificare l'approccio attuale non si andrà lontano.

Debora Serracchiani

Il programma della candidata di centrosinistra è composto di 67 pagine, articolate in 21 capitoli; il punto 8, “Essere accessibili”, si estende su 7 pagine dedicate specificamente ai trasporti (agenda digitale, ambiente, governo del territorio occupano capitoli dedicati).
In questo caso lo spazio dedicato esplicitamente alla ferrovia è ampio, con equilibrio tra le modalità di trasporto, e con adeguato approfondimento delle questioni sollevate.
A differenza degli altri programmi, quello di Debora Serracchiani si spinge in analisi specifiche e dirette sui risultati dell'amministrazione uscente (al punto di parlarne molto più di quanto faccia Tondo stesso), permettendo un confronto diretto tra le proposte. Forte è l'accusa di essersi concentrati su strade e rotonde di interesse locale, così come si evidenziano le carenze organizzative nella questione della terza corsia A4 (bloccata per mancanza di finanziamenti).

Interessante il fatto che, oltre a descrivere delle proposte di interesse locale, il programma individui la dimensione della Regione come elemento inserito nelle reti nazionali ed europee: questo approccio permette di creare proposte meglio integrate nel contesto che circonda il FVG, ma anche di valutare quanto supporto possa essere richiesto dalla Regione in sede governativa nazionale ed EU.
Essendo il FVG regione di forte transito transnazionale è obbligatorio assumere una visione europea dei suoi assi di trasporto, e uno degli impegni nel programma è proprio di ristabilire quelle relazioni dirette con i decisori nazionali ed europei.

Numerose le proposte specifiche in ambito ferroviario: da un lato l'adeguamento dell'infrastruttura per migliorare la ricettività merci, specie dei porti (con una lista di interventi puntuali molto precisi), dall'altro una visione ampia dell'evoluzione del trasporto passeggeri, sia puramente ferroviario (velocità dei collegamenti nazionali, collaborazioni con gli Stati confinanti, collaborazioni con più Imprese Ferroviarie nel mercato) sia con una più completa integrazione del TPL su gomma, con maggiore studio delle necessità del territorio.

Nel paragrafo dedicato alla viabilità, notevole l'impegno alla riduzione del 40% in cinque anni dei costi sociali generati dagli incidenti stradali, con l'elenco delle azioni per arrivare all'obiettivo.

Il respiro europeo di questo programma non è casuale: è nota l'esperienza di Debora Serracchiani come europarlamentare dal 2009, così come non sorprende la padronanza delle tematiche del mercato ferroviario e della relazione tra istituzioni UE e gestione del trasporto ferroviario, avendo collaborato attivamente alla stesura delle norme europee sulla regolazione dei servizi ferroviari (i cosiddetti “terzo” e “quarto pacchetto ferroviario”, vedi qui e qui).
Esperienze sicuramente monetizzabili nell'amministrazione regionale, non solo nella scelta delle politiche da attuare, ma soprattutto nella gestione dei rapporti istituzionali (e finanziari) con gli interlocutori esterni, ovviamente UE in testa.

Il consiglio è di leggere per intero il capitolo 8 del programma Serracchiani, per rendersi conto autonomamente della lunga lista di proposte dettagliate. La lettura è utile soprattutto perché il documento riassume molto bene quanto ampi sono i campi in cui sarà richiesto l'intervento forte della prossima amministrazione regionale, e rende ancora più smaccata l'evanescenza -se non l'inesistenza- delle altre proposte.

Tiriamo le somme

In teoria un'analisi del genere dovrebbe fermarsi alla presentazione dei contenuti e non spingersi in giudizi di preferenza; nella pratica il fatto che ci siano un programma di qualità e due di fatto inesistenti rappresenta già di per sé un giudizio inevitabile. Il risultato finale è scontato per knock-out tecnico.
Ci sarebbe piaciuto, nell'ottica di una concorrenza forte tra candidati, poter mettere a confronto programmi egualmente ricchi e studiarne le differenze attuative; ma sono stati i candidati stessi a negare ai cittadini proposte migliori.
In definitiva: la cattiva notizia per i cittadini friulani è che la scelta è molto limitata, quella buona è che la proposta Serracchiani è molto valida.

La nostra analisi si è chiaramente limitata al settore di nostro interesse, ma per chi vuole andare oltre i metodi sono gli stessi in tutti i campi.
Nel tempo che rimane prima del voto vi invitiamo a prendere coscienza dell'importanza della scelta dell'amministrazione regionale, e a dedicare del tempo alla lettura completa dei programmi, per votare con consapevolezza, ricordando che nel giro di qualche ora si decide la qualità dei vostri prossimi cinque anni di vita.