Fra le pieghe delle multe

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E' stata finalmente pubblicata la Delibera n. 525 del 16 aprile 2013 con la quale la Giunta Regionale ha deliberato le sanzioni da irrogare a Trenitalia per i disservizi, quali ritardi, soppressioni e mancate informazioni, patiti dagli utenti nel corso del 2012, e vale la pena ricordarlo, per il settimo anno di fila.

L'importo totale ammonta a poco meno di un milione e 115 mila Euro, di cui 20 mila destinati all'incentivo del trasporto di biciclette da parte di gruppi organizzati in vetture appositamente attrezzate, che dovrebbero entrare in servizio entro la fine di quest'anno. La cifra, però, non è ancora definitiva, ma la si può facilmente considerare tale perché, si legge nella delibera, "ulteriori eventuali importi derivanti dall'attività di controllo effettuata nell'anno 2012, tenuto conto delle risultanze del Comitato di cui all'art. 17 del relativo contratto, potranno essere accertati con provvedimento del Dirigente della Direzione Mobilità ed andranno ad aggiungersi alle somme ad oggi rilevate". Ovvero si fa riferimento a un Comitato tecnico per la gestione del Contratto di Servizio, composto da due rappresentanti della Regione e da due rappresentanti di Trenitalia, il quale dovrebbe risolvere le controversie nell'applicazione dello stesso fra le parti e dovrebbe applicare eventuali sanzioni. Quest'ultima appare una speranza vana.

Come evidenziato nel nostro precedente articolo, la somma complessiva delle multe risulta in calo del 28% rispetto alle sanzioni comminate lo scorso anno relative alle infrazioni del 2011 ed è una cifra ben distante dai 3-4 milioni che hanno caratterizzato il 2009 e il 2010. Ma quello che più sorprende è che questa quota è suddivisa in maniera quantomai bizzarra: gli importi relativi alle sanzioni per se sono appena 252 mila Euro, mentre i rimanenti 863 mila sono derivati da cifre residue dei bonus non fruiti dall'utenza nell'anno precedente. Questa voce risulta sempre presente nel calcolo delle multe degli ultimi anni, ma quest'anno ha assunto una proporzione veramente notevole. Andiamo a ragionare sul perché.

Innanzitutto, bisogna necessariamente ricordare che le sanzioni vengono regolate dal Contratto di Servizio approvato nel 2010 e valido per il periodo 2009-2014. In particolare, la lettura dell'articolo 13 "Sistema delle sanzioni", ci dice che l'ammontare complessivo delle multe non può superare l'1,5% complessivo del monte corrispettivo annuo di contratto e introiti tariffari, vale a dire, poco più di 2 milioni di Euro. Oltre questo tetto, tutto è lecito, se così si può dire. Successivamente, vi è tutta una serie di importi legati agli indici di puntualità dei treni con ritardo entro 5 o entro 15 minuti, nella fasce orarie di punta (6-9 e 17-19) e non, nonché per mancanze relative a composizione, affollamento, pulizia, informazione, guasti alle porte o al riscaldamento. Ad ogni tipologia di infrazione, per ogni singolo treno, la sanzione varia dai 400 Euro di un mancato intervento di pulizia o di un guasto alle porte non risolto entro il primo turno di manutenzione (mediamente 20 giorni!), ai 3000 Euro per ogni decimo di punto percentuale di scostamento dall'obiettivo di puntualità complessivo fissato annualmente nella Carta dei Servizi. La cifra di 252 mila Euro ci indica approssimativamente che sono state rilevate solo qualche centinaio di infrazioni nell'intero anno, in tutto il territorio regionale, quando i pendolari sono quotidianamente testimoni e vittime di qualcosa che va storto.

Inoltre, il Contratto di Servizio, come abbiamo già evidenziato lo scorso anno, prevede che il 4% dell'importo delle sanzioni venga girato (per non dire restituito) a Trenitalia per la gestione amministrativa dei rimborsi all'utenza. Una sorta di "spese per il disturbo arrecato". Detratto questo 4%, quindi, arriveranno nelle tasche dei viaggiatori veneti un milione e qualche spicciolo: della serie "Trenitalia, devi scontare le tue colpe, ma tu decidi quanto e ti paghiamo pure". Semplicemente assurdo. Ciliegina sulla torta: a conti fatti lo scorso anno sono stati ridistribuiti circa un milione di Euro agli utenti e quest'anno la somma delle sanzioni si avvicina a tale cifra. Ebbene, la Regione ha previsto che "in caso di eventuale superamento delle cifre rimborsate rispetto agli importi delle sanzioni, si procederà a conguaglio con le sanzioni per l'anno 2013". Meglio essere previdenti!

Ad evidenziare alcune delle assurdità sopra elencate non sono mancati gli interventi di alcuni consiglieri regionali di entrambi gli schieramenti. Il primo a parlare è stato il consigliere della Lega Nord, Furlanetto, il quale ha giustamente sottolineato il fatto che è totalmente senza senso che ogni anno residuino cifre così elevate dalle sanzioni irrogate, perché "ciò significa che i criteri fissati da Trenitalia per fruire dei bonus erano iniqui o più probabilmente poco chiari, rendendo difficile o impossibile la fruizione da parte dei viaggiatori". Alla faccia di quanto scrive la Giunta nella propria delibera sulla bontà dei criteri stessi, tanto da ritenere di confermarli anche per il 2013 "alla luce delle segnalazioni pervenute dall'utenza, delle casistiche rilevate dal Servizio vendite e dalle biglietterie di Trenitalia". Furlanetto, inoltre, lamenta il fatto che lo scorso 4 febbraio, ricevendo alcune segnalazioni sull'impossibilità di usufruire dei bonus, aveva presentato una interrogazione alla Giunta "per conoscere quali interventi intende adottare affinché tutti gli utenti possano usufruire dei bonus e degli sconti previsti da Trenitalia S.p.a. senza alcuna limitazione temporale e se intende verificare se il totale dei bonus applicati corrispondano agli importi delle sanzioni comminate dalla Regione a Trenitalia". Inutile dire che tale interrogazione è rimasta senza risposta.

Un altro commento è arrivato dal consigliere di Verso Nord, Bottacin, il quale critica il sistema delle multe: "E' ormai dimostrato che sono troppo leggere e del tutto inefficaci a restituire dignità al servizio ferroviario. Trenitalia semplicemente ignora i richiami della Regione, i consigli delle associazioni di pendolari, le migliaia di segnalazioni dei viaggiatori". E quindi rilancia sulle modalità di erogazione dei bonus alla clientela affermando che "le penalità inflitte a Trenitalia dalla Regione Veneto devono essere restituite a tutti gli abbonati sotto forma di sconto automatico" e annuncia una legge per eliminare «i percorsi ad ostacoli» messi ad arte da Regione e Trenitalia affinché i pendolari non usufruiscano degli sconti dovuti. Tale legge, inoltre, dovrebbe far sì che i bonus vengano erogati fino a che le somme a disposizione siano esaurite e non si verifichino situazioni di avanzi abnormi come avvenuto nel 2012. Ovviamente, come avvenuto nel 2010 in occasione dell'approvazione della Legge Regionale sull'autoconvalida, Ferrovie a Nordest monitorerà la situazione e si renderà partecipe nelle opportune sedi per offrire i propri consigli.

Ricordiamo, infine, che dallo scorso febbraio la Regione, tramite la controllata Sistemi Territoriali, ha attivato il numero verde 800.042.822, operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, al quale gli utenti si possono rivolgere per segnalare eventuali disservizi e manchevolezze riscontrati nello svolgimento del servizio regionale di trasporto su rotaia. L'obiettivo dichiarato dalla Regione, è quello di migliorare la qualità del servizio ferroviario mediante le segnalazioni degli utenti, specialmente dei pendolari che quotidianamente vivono la realtà del mezzo di trasporto ferroviario. In questa maniera Trenitalia dovrà far sì che il "servizio venga svolto come previsto dagli obblighi assunti perché un servizio di trasporto efficiente e regolare è un aiuto non solo alle esigenze di mobilità, ma anche all’economia e alla qualità della vita".