Nuove carrozze per biciclette da Trenitalia

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VERONA - Sono state presentate a fine settembre le due nuove carrozze-bagagliaio della DTR Veneto di Trenitalia dedicate al trasporto biciclette: vediamone caratteristiche e limiti.

La presentazione ufficiale si è tenuta lo scorso 26 settembre, mentre la prima uscita pubblica in servizio è avvenuta pochi giorni dopo trasportando gli Amici della Bicicletta da Mestre a Domegliara; le due carrozze però non sono del tutto nuove. Appartengono infatti a quella flotta di bagagliai che fino a fine anni '90 si trovavano più o meno regolarmente in composizione ai convogli; utilizzati per trasportare praticamente di tutto, dagli sci alla posta, negli anni il loro uso si è via via ridotto, fino al loro accantonamento nei depositi, a volte seguito anche dalla demolizione.
Per anni i due bagagliai oggi in servizio sono rimasti fermi a Verona in attesa di una decisone definitiva sul loro impiego; gli stessi lavori di ristrutturazione hanno avuto dei tempi molto lunghi, anche a causa del contemporaneo aggiornarsi delle norme di sicurezza sul materiale rotabile.




L'allestimento dei nuovi bagagliai (Foto Ferrovie dello Stato Italiane)

Oggi, con una spesa complessiva di 250mila euro (di cui 136mila dalla Regione Veneto e 114mila da Trenitalia), le due carrozze sono state ricostruite per essere dedicate specificamente al trasporto bici; i lavori sono stati eseguiti a Verona nell’Impianto Manutenzione Corrente della Direzione Regionale di Trenitalia.
Recita il comunicato stampa ufficiale a proposito delle modifiche: "I finestrini sono stati protetti da griglie per non essere danneggiati dalle bici, sia durante le fasi di carico e scarico che durante la marcia del treno; il vano interno è stato dotato di appositi ganci dove i mezzi vengono appesi e trasportati con facilità e sicurezza; le quattro serrande di accesso al vano di carico sono state dotate di dispositivo di bloccaggio con micro-interruttori di sicurezza, che segnalano al macchinista un’eventuale chiusura non corretta; l’incolumità dell’agente addetto alle operazioni di carico e scarico è garantita dall’adozione di un dispositivo anticaduta in caso di squilibrio o inciampi."
Ciascuno dei due bagagliai può ospitare fino a 90 biciclette.

Un servizio dedicato ai gruppi
Chiaramente questo tipo di servizio si rivolge a quei ciclisti che si spostano in gruppo per turismo, magari all'interno di eventi organizzati. I bagagliai non sono regolarmente in servizio ma la loro presenza va concordata con la Direzione Regionale Veneto di Trenitalia e prenotata tramite e-mail. Il costo del noleggio non è noto a priori, ma sulla stampa è apparso un commento di Luciano Renier della Fiab Veneto: "Il costo del nuovo vagone-bagagliaio non sembra competitivo con servizi bus sostitutivi presenti su diverse tratte di ciclopiste. Per questo ribadisco l'importanza di attivare un tavolo di confronto con Trenitalia e Regione Veneto per individuare le soluzioni tecniche ed economiche per rendere pienamente fruibile questo servizio, fondamentale per gli amanti della bicicletta".


Uno dei nuovi bagagliai nel suo primo turno di servizio con gli Amici della Bicicletta. Porta la marcatura 51 83 95-70 177-5 I-FS ed è del tipo UIC-X; fa parte di una serie di 80 ordinati nel 1987 e realizzati nel 1989-91, attrezzati per i treni navetta. In origine avevano ritirata, scompartimento per il capotreno e due comparti bagagli. Alcuni della stessa serie sono equipaggiati di stufe e si usano tuttora per i treni pellegrini (foto da L'Arena del 06/10/2013)

Questioni di prezzo, quindi, ma anche logistiche. La Direttrice Regionale Maria Giaconia ha precisato che "per le norme di legge sulla sicurezza questi bagagliai possono essere utilizzati solo da gruppi che partono dalla stessa stazione". Solo spostamenti punto-punto, insomma. Ma non solo. Questi bagagliai possono essere messi in composizione solamente ai cosiddetti treni "a materiale ordinario", ovvero i convogli formati da locomotore + carrozze. Sono automaticamente esclusi tutti i mezzi "leggeri" a composizione cosiddetta "bloccata", come TAF, Minuetti, e tutti i 24 nuovi treni ordinati dalla Regione Veneto per il nuovo Orario Cadenzato. Per raggiungere Schio ad esempio sarebbe necessaria una modifica ai turni dei convogli, turni che con il nuovo orario dovrebbero vedere dei vincoli ancora più forti fra materiale rotabile e linea da servire. Di fatto, qualcosa che si avvicina per complessità all'organizzazione di un treno charter.

Insomma, è ancora presto per poter parlare con serenità di cicloturismo ferroviario in Veneto, anche se i nuovi mezzi rappresentano sicuramente uno strumento in più ed un passo in avanti nella giusta direzione.

E per i singoli ciclisti?
Sempre dalle dichiarazioni dell'Ing. Giaconia: "Per i singoli ciclisti ogni treno regionale permette già di custodire le biciclette in un apposito vagone. Ciò non toglie che siamo disponibili a prendere in considerazione nuove esigenze".

In effetti l'utente occasionale in sella alla sua bicicletta già oggi vede molti treni regionali etichettati come "idonei al trasporto di biciclette"; di fatto però non tutti i materiali dispongono davvero di uno spazio dedicato alle due ruote. E comunque nella Carta dei Servizi 2013 si legge chiaramente che "Il personale di bordo può non consentire il trasporto di biciclette in treno in caso in cui tale trasporto possa pregiudicare il servizio ferroviario." cosa che in presenza di un ambiente dedicato si suppone accada molto meno frequentemente.

Regione Veneto e soprattutto Trenitalia DTR Veneto hanno più volte dichiarato esplicitamente di non voler investire troppo sul trasporto bici a bordo treno, perlomeno non finchè il problema principale sarà ancora rappresentato dal sovraffollamento e dalle soppressioni; in effetti pensando a come viaggiano certi treni in area urbana nelle ore di punta è facile condividere questa logica. Questo è anche uno dei motivi per cui i Minuetti trentini in estate vengono modificati per ospitare più biciclette mentre a quelli veneti non accade, anche se probabilmente i vincoli di sovraffollamento su certe tratte sono meno stringenti e si potrebbe "osare" un po' di più nella gestione del materiale.

Nonostante quella di garantire accesso universale alle biciclette sui treni non sia una priorità per Trenitalia e la Regione, va precisato che comunque tutti i nuovi materiali acquistati negli ultimi anni sono esplicitamente compatibili con il trasporto delle due ruote; parliamo del Vivalto, anche se sarebbe da commentare sulla sua realizzazione, e soprattutto dei nuovi treni Stadler che sono in consegna in questi mesi.

( articolo apparso in forma condensata anche su Ferrovie.it )