Serracchiani: Venezia-Trieste in un'ora (e senza la TAV)

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TRIESTE - Qualcosa si muove. Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ha annunciato alla stampa un progetto di interventi concordato con Ferrovie dello Stato, con l'obiettivo di migliorare sensibilmente sia la regolarità che i tempi di percorrenza entro due anni.

La notizia è apparsa sulla stampa locale lo scorso 4 luglio, dopo che la Serracchiani è inervenuta all'inaugurazione della nuova sede triestina di Allianz. In questa occasione la Governatrice ha iniziato a fornire numeri e tempi del progetto.

Il nodo di Udine
L'ammodernamento del nodo di Udine dovrebbe impegnare risorse per 60 milioni di euro, tutti già finanziati: 50 milioni dall'accordo di programma con FS in aggiunta 10 già ottenuti dal "decreto del Fare". L'obiettivo è quello di potenziare la linea di cintura, in trincea, per spostare su di essa il traffico che oggi percorre la tratta da PM Vat alla stazione centrale, a binario unico e totalmente immersa nel tessuto urbano con numerose e problematiche interferenze stradali.
I possibili tempi di realizzazione non sono ancora noti, ma gli impegni di finanziamento sono segnali positivi.

Interventi sulla Venezia-Trieste
Il programma prevede interventi su tre sub-tratte, da Mestre a Monfalcone; l'importo complessivo degli interventi dovrebbe essere di 30 milioni di euro, anche questi già finanziati dal "decreto del Fare". La maggior parte degli interventi sono miglioramenti impiantistici più che nuove costruzioni, quindi difficilmente visibili dall'esterno; l'obiettivo generale è quello di aumentare la velocità massima della linea dagli odierni 150 km/h fino a 200 km/h, al pari della Padova - Bologna.
Come per la terza corsia dell'autostrada A4, gli interventi sono raggruppati in lotti consecutivi:

  • Mestre - Quarto d'Altino: in questa subtratta la linea non può essere ulteriormente rettificata ed è già dotata di sistemi di segnalamento all'avanguardia, rientrando sotto la "giurisdizione" del Nodo di Mestre; sono previsti lavori minori di adeguamento ("fase zero")
  • Quarto d'Altino - Portogruaro: anche in questo caso non sono possibili ulteriori rettifiche, si procederà probabilmente alla soppressione degli ultimi PL rimasti lungo la linea e ad altri interventi minori ai binari ("fase uno")
  • Latisana - Bivio San Polo: per questa tratta sono previste rettifiche di tracciato e modifiche alle curve, oltre alle modifiche impiantistiche comuni agli altri lotti ("fase due")

La prima stima per il completamento dei lavori è per il 2016, con la possibilità che le attivazioni ed i benefici siano graduali; insieme agli interventi infrastrutturali sono previste anche modifiche "di carattere organizzativo" quindi legate alla struttura degli orari, che consentirebbero di recuperare ulteriori minuti.

Nel complesso l'orario 2017 dovrebbe vedere una percorrenza minima fra Mestre e Trieste di circa un'ora ed un quarto, con un risparmio di ulteriori 5-6 minuti per treni dotati di pendolamento. Una coppia di treni veloci dovrebbe collegare senza cambi Trieste con Milano con un tempo di percorrenza intorno alle 3 ore. Stime queste forse un po' ottimistiche, visto il ristretto tempo a disposizione.

Sulla stampa appare anche una "fase tre", che altro non sarebbe se non il progetto di una linea completamente nuova; le fonti al momento sembrano concordi nel voler presentare questa ipotesi come futura ed ancora tutta da valutare.

La TAV
Ci fa piacere notare che l'attuale indirizzo seguito sia dalla politica che dagli organismi tecnici sembra andare verso l'ottimizzazione ed il potenziamento della linea esistente, così come Ferrovie a NordEst ipotizzava già nel 2010. D'altra parte l'elenco degli interventi necessari era noto già da anni agli addetti ai lavori, così come i possibili risparmi derivanti da una tale soluzione; purtroppo negli ultimi 4 anni per volontà dell'ex assessore Renato Chisso il dibattito è stato tutto incentrato sul disgraziato progetto di "TAV balneare". Meglio tardi che mai.

Riguardo alla TAV Serracchiani ha adottato una posizione molto diplomatica, dichiarando che "resta favorevole alla possibilità" di una nuova linea veloce, ma che "i finanziamenti non ci sono ed i ritardi sono importanti" mentre "il vero nodo politico è [...] la velocizzazione della linea esistente". Almeno per i prossimi mesi, dunque, la rotta sembra tracciata.