Tante “novità” per le ferrovie venete o solo tanta campagna elettorale?

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VENEZIA – Lo scorso 4 maggio nell’ambito della presentazione ed immissione in servizio di un nuovo treno Vivalto a servizio dei viaggiatori veneti, il Presidente uscente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia ha presentato un importante pacchetto di interventi sul fronte del trasporto locale, incardinato su quattro punti: 1) proroga al contratto con Trenitalia; 2) avvio del processo che porterà all’introduzione del biglietto unico regionale e alla tariffa unica regionale; 3) variazioni all’orario cadenzato e 4) investimenti per nuovi convogli o per il riammodernamento di quelli circolanti. Accanto a Zaia, alla presentazione, erano presenti anche l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, l’assessore regionale ai Trasporti, Elena Donazzan, e il direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, Orazio Iacono.
Zaia, nel corso della conferenza stampa, ha affermato che tutte le nuove misure presentate rappresentano una “maggiore attenzione alle problematiche dei pendolari e giungono a compimento di alcuni importanti impegni assunti coi veneti”. E’ innegabile che tutto ciò che è stato presentato si muove in tal senso, ma a un occhio attento, qualcuna delle novità non è sembrata proprio così nuova, anzi, addirittura si tratta di un vero e proprio riciclo di servizi esistenti che sono stati cancellati, non senza lamentele, negli ultimi anni, mentre altre sono apparse dei veri e propri specchietti per le allodole, in un tempismo che non può di certo passare inosservato, in vista dell’appuntamento delle prossime elezioni regionali del prossimo 31 maggio, quando 4,8 milioni di veneti sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Governatore e il nuovo Consiglio regionale, in una partita che si annuncia la più aperta delle ultime legislature venete.
Ma andiamo a vedere, punto per punto, in cosa consistono queste “novità”.

1. Proroga al contratto con Trenitalia
Il 30 dicembre 2013 la Giunta regionale del Veneto deliberava di disdire il Contratto di Servizio con Trenitalia e di prorogare quello vigente di un anno, fino al 31 dicembre 2015; il 29 settembre 2014 Zaia annunciava che erano state avviate le procedure per l’affidamento dei servizi ferroviari regionali definendo i primi dettagli, mentre oggi vengono definiti ulteriori capisaldi:
a) stretta osservanza dei dettami europei, in particolare della direttiva n. 1370 del 2007 relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia;
b) fissazione di più stringenti parametri di efficienza e qualità del servizio, introducendo anche parametri di premialità;
c) gratuità del servizio per le Forze Armate, purché in divisa al fine di migliorare la sicurezza a bordo treno;
d) attuazione di un modello di esercizio integrato ferrovia – gomma per la Provincia di Belluno entro la fine di quest’anno ed esercizio, per la stagione estiva, del recentemente annunciato “Trenobus delle Dolomiti” .
Entro fine mese saranno rese note le scelte procedurali che la Giunta adotterà per l’esecuzione del bando, mentre per giugno era stata promessa la pubblicazione del Bando di gara europeo. Per fortuna, l’Assessore ai Trasporti Donazzan annuncia ancora una volta “stiamo lavorando a testa bassa”, quando al momento della sua nomina al referato, il 28 ottobre 2014 diceva "Nel giro di una decina di giorni, non svelo ora i dettagli, ci saranno importanti novità" . E intanto son trascorsi altri sei mesi.
Innanzitutto era ben chiaro, dall’annuncio della disdetta, che due anni di tempo sarebbe stato troppo poco per espletare la gara e consentire a un eventuale operatore subentrante di organizzarsi logisticamente per espletare il servizio. Poi, essendo trascorsi alcuni mesi con un nulla di fatto e avendo dovuto aspettare fino a settembre 2014 per avere un primo abbozzo del bando di gara, si prospettava verosimile l’ipotesi che sarebbe stato necessario un ulteriore proroga del Contratto di Servizio vigente, almeno per parte del 2016, come già scritto su queste pagine. Se non fosse per un piccolo inghippo burocratico di cui forse pochi si sono accorti: il Contratto di Servizio 2009-2014, all’articolo 3, afferma “a far data dal 1° gennaio 2015 Trenitalia si impegna - su formale richiesta della Regione […] - a continuare a svolgere alle stesse condizioni contrattuali i servizi oggetto del presente Contratto, al fine di garantire la continuità del servizio pubblico nelle more del rinnovo del Contratto stesso o del completamento delle procedure per l'assegnazione del servizio, non oltre i 12 mesi successivi al termine di durata del Contratto". Cosa succederà dunque dopo il 31 dicembre 2015 non è dato sapersi. Forse una pericolosa deroga, facilmente impugnabile. Forse un nuovo accordo “transitorio” dalla dubbia trasparenza.
Venendo poi ai dettagli della proroga, ci sono altri punti poco chiari. Vengono introdotti “parametri di premialitá”, vale a dire che se Trenitalia svolgerà un buon servizio, verrà addirittura premiata, sulla base dell’opinione della clientela. Ma forse non è da dare per scontato che un qualsiasi contratto, a maggior ragione se riguarda un servizio pubblico, debba essere svolto senza ombra di dubbio nella maniera migliore possibile? Quindi, dopo le multe di Chisso a Trenitalia che, per quanto discutibili, comunque costituivano un parziale rimborso ai clienti che subivano dei disagi, da domani Trenitalia vedrà garantiti comunque gli introiti da servizio e potrebbe guadagnare dei “premi”: di che natura e pagati con i soldi di chi, non è dato sapersi… In secondo luogo, sull’onda di annunci alquanto propagandistici in tema di sicurezza, si vuole far passare come “novità” qualcosa che in realtà esiste già, ovvero la gratuità del servizio per le Forze Armate. Infatti tale esenzione, che non è automatica, ma necessita della stipula di una convenzione decisa dalla Giunta regionale con Delibera n. 2543 del 23 dicembre 2014, non è altro che l’applicazione concreta dell’ articolo 33bis della Legge regionale n.25 del 30 ottobre 1998 in materia di Disciplina e Organizzazione del Trasporto Pubblico Locale. Infine, il difficile capitolo riguardante la Provincia di Belluno. Già in sede di approvazione del Bilancio 2015 il consigliere del PD Reolon aveva presentato un emendamento, che ha poi ottenuto appoggio trasversale, per lo stanziamento di 50.000 Euro per indire un bando per l’istituzione di quattro corse dirette Calalzo-Padova e quattro corse dirette Calalzo-Venezia, in interscambio con il servizio su gomma; ora limitatamente ai fine settimana estivi, ci sarà una coppia di corse Venezia-Calalzo che consentirà il trasporto di biciclette, così da incentivare il cicloturismo nelle valli dolomitiche. Sicuramente si tratta di un’iniziativa meritevole e da supportare, ma che dire del fatto che tale opportunità, fin prima dell’introduzione dell’orario cadenzato era possibile più volte al giorno, tutti i giorni, mentre in seguito, non tanto per gli orari, ma per i mezzi utilizzati, non è più stato possibile arrivare a Calalzo in treno con la propria bici al seguito, tanto che è stata depositata sul tema un’ interrogazione alla Camera dei Deputati ed è stata lanciata una petizione on-line?

2. Biglietto e tariffa unici regionali
La promessa è che presto in tutto il Veneto si potrà utilizzare un’unica tessera con la quale viaggiare su bus, treni, vaporetti, caricare le auto elettriche e accedere a bike e car sharing. In parallelo, entro un anno e mezzo, verrà definita una Tariffa Unica Integrata del Trasporto Pubblico Locale per la quale sarà la Regione a gestire il sistema di acquisizione e re-distribuzione dei pagamenti alle Aziende, sulla falsa riga di quanto avviene nelle maggiori realtà europee. Dunque, in un primo momento, nessuna rivoluzione, ma dovremo accontentarci solamente della riduzione del numero di supporti e tagliandi: al posto di avere una tessera per ogni città e per ogni mezzo dove si è soliti viaggiare, tutto viene raccolto in una sola tessera, ma sarà necessario comunque rivolgersi allo sportello di ogni Azienda per comprare il titolo di viaggio più opportuno. Ecco dunque che se vogliamo andare da Prato della Valle di Padova a Piazza San Marco di Venezia, circa una quarantina di chilometri, prima sarà necessario rivolgersi ad APS per il biglietto del tram di Padova, quindi a Trenitalia per il biglietto del treno fino a Venezia e qui ad ACTV per il biglietto del vaporetto. Tutto comunque sempre su un’unica tessera: sempre meglio di nulla!
Ma mentre Zaia e Donazzan hanno mostrato entusiasti, davanti ai giornalisti, il modello delle tessere con il loro nome e la loro foto, è venuto spontaneo chiedersi: ma perché non imitare gli esempi che già funzionano? Senza andare molto distante, basta guardare oltre il confine regionale: sin dal 1995 in Campania esiste il biglietto “Unico”, seguito da “Io Viaggio Ovunque” (IVOL) in Lombardia, “Pegaso” in Toscana o “Mi Muovo” in Emilia Romagna, tutti esempi che si basano su un sistema di bigliettazione in primo luogo cartacea. La risposta alla nostra domanda sta in una frase, sibillina, che si legge nel comunicato della Regione ovvero “il passaggio dai biglietti tradizionali aziendali al biglietto unico regionale salvaguarderà tutti gli investimenti effettuati sino ad oggi”. E qui bisogna tornare un po’ indietro nel tempo, addirittura alla seconda giunta Galan che il 30 dicembre 2003 ha varato la Delibera n. 4138 "Programma regionale di investimenti per tecnologie nel settore del trasporto pubblico locale 2003/2004" per realizzare “un sistema di bigliettazione automatico unificato su base regionale in modo da permettere con una tessera unica di poter utilizzare tutti i mezzi pubblici della Regione”. Vengono così finanziati 11 differenti progetti (alla faccia della “tessera unica”!) che però non vengono conclusi in tempo (2006) e, fra numerose proroghe e la riassegnazione di fondi non usufruiti, si arriva al 2010 con tre soli sistemi che hanno superato le verifiche tecniche di interoperabilità. Dopo 10 anni dall’avvio del progetto si calcolano circa 34 milioni di Euro spesi, più ulteriori Fondi europei disponibili per un ammontare di 23 milioni e, per non gettare tutto nel cestino, si deve ricorrere a questa tessera, di cui il governatore Zaia possiede l’esemplare n. 000001.

3. Variazioni all’orario cadenzato
Il comunicato recita: “Le variazioni sono il frutto di un confronto svolto in vari tavoli tecnici con la Trenitalia, in accoglimento di alcune esplicite richieste dei pendolari, sia in ordine a problemi di affollamento, sia per rendere gli orari sempre più coerenti alle esigenze lavorative dei pendolari”. A vedere nel dettaglio le nuove corse, risultano treni o autocorse sostitutive specie nella fascia serale o nei fine settimana, velocizzazione dei tempi di percorrenza in maniera da garantire l’agevole interscambio nelle stazioni nodo e l’istituzione di fermate a Preganziol per alcuni treni in transito. Ancora una volta, si vuole vendere come nuovo qualcosa che già esisteva! Le richieste dei pendolari molto spesso mirano a ristabilire il servizio che era in vigore precedentemente all’introduzione dell’orario cadenzato. Quindi, nessuna “nuova” corsa, ma una pezza a risolvere un danno.
L’assessore Donazzan ha poi dichiarato che queste nuove corse servono a “modulare il servizio anche per quel 10 per cento dell’utenza che lamentava disagi”. Ora, quel 10%, come meglio spiegato in un comunicato di Trenitalia si riferisce al solo parametro della puntualità percepita dalla clientela, perché stando ai dati pubblicati dalla stessa Regione del Veneto nel rapporto “Il contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario regionale: il servizio erogato” la percentuale di clienti soddisfatti complessivamente sarebbe del 77,1% per Trenitalia, ma del 52,4% per ISTAT (dati riferiti al 2011). Difficile pensare a un rimbalzo così eclatante da raggiungere il 90% dopo il minimo di gradimento del 48,5% toccato nel 2007; più semplice giustificare questa differenza riferendola ad altri parametri che non sono stati tenuti in considerazione ovvero pulizia dei convogli, costo del servizio o informazioni in stazione e a bordo treno, aspetti che già in passato risultavano carenti, ancor più della puntualità.

4. Investimenti per nuovi convogli o per il riammodernamento di quelli circolanti
Trenitalia si impegnerà ad effettuare investimenti per il revamping di 250 carrozze e l’acquisto di 20 Vivalto nonché la modernizzazione dei 20 TAF in circolazione e l’acquisto di 7 locomotive diesel da destinare al potenziamento dell’offerta sulle linee non elettrificate. Questo è sicuramente il punto meno dolente dell’intera “pubblicità” di Zaia in quanto mezzi nuovi, accoglienti ed efficienti sono sempre un miglioramento del servizio e una nota positiva. Tuttavia, come dichiarato dallo stesso Zaia, in occasione della presentazione del nuovo Vivalto, è stato necessario sollecitare l’amministratore delegato di Trenitalia ad accelerare al massimo l’immissione in esercizio, entro la fine del 2015, di ulteriori convogli Vivalto e di 200 carrozze riammodernate, come previsto dal cronoprogramma di sostituzione del materiale rotabile facente parte del Contratto di Servizio firmato fra Regione e Trenitalia nel 2010. Meglio portare a compimento quanto è già in ballo e stabilire alcune priorità quali, per esempio, l’acquisto di nuove locomotive diesel (in quanto quelle attualmente in servizio soffrono di scarsa affidabilità a causa dell’età e dell’eccessiva usura a cui sono state sottoposte), piuttosto che lanciarsi in nuove imprese dai grandi numeri, che suonano come l’ennesimo spot elettorale.

In conclusione, nel corso della conferenza stampa a margine della presentazione ed immissione in servizio di un nuovo treno Vivalto, Zaia ha illustrato numerose misure prese per migliorare l’esperienza di viaggio sul servizio ferroviario veneto. Dopo anni di indolenza, però, un pacchetto così corposo di interventi da un lato farebbe davvero felici i pendolari, ma dall’altro suona come l’ennesimo elenco di promesse la cui realizzazione è rinviata a un qualche momento in un futuro più o meno vicino. Potrebbero essere parole che cadrebbero nel vuoto, che troverebbero spazio sui giornali per qualche giorno e che verrebbero ripescate nel momento in cui qualcosa si trasformasse davvero in un miglioramento del Trasporto Pubblico Locale. Se non fosse che di qui a poche settimane il Veneto è una delle regioni chiamate al voto in una partita che assume rilevanza nazionale e dove, dunque, le parole di Zaia, assumono un peso ben maggiore in quanto quelle che sono state presentate come “novità” per le ferrovie venete, potrebbero essere solo l’ennesimo efficace spot elettorale.