Veneto, al via la gara per i servizi ferroviari

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VENEZIA – Dopo alcuni mesi di silenzio e un'estate che si è consumata sugli strascichi dell'inchiesta MOSE che ha portato alla rimozione dall'incarico dell'ex assessore regionale Renato Chisso, la Giunta Regionale del Veneto, presieduta da Luca Zaia, ha deliberato l'avvio delle procedure di gara per l’affidamento dei servizi ferroviari regionali.
Aggiornamento 10/10/14: è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale riguardante l'affidamento a gara dei servizi (DGR n. 1711 del 29 settembre 2014).


L'attuale Contratto di Servizio in vigore con Trenitalia scadrà il prossimo 31 dicembre e giá lo scorso 30 dicembre 2013 lo stesso presidente Luca Zaia ha inviato la comunicazione di non voler rinnovare il contratto secondo la formula “6+6 anni”, chiedendo allo stesso tempo di garantire il servizio ferroviario fino a tutto il 2015, in attesa dell'espletamento delle procedure di gara e dell'assegnazione definitiva al nuovo gestore.

La predisposizione del bando di gara non verrà seguita direttamente dagli uffici regionali dell'Area Infrastrutture, che si limiterà a vigilare sul rispetto della tempistica e del crono programma concordato, ma verrà affidata alla società controllata Sistemi Territoriali che si farà carico di tutte le attività tecniche sulla base degli indirizzi generali che saranno forniti dalla Giunta. Al momento, dalle prime informazioni rilasciate dopo l'approvazione della delibera, si sa che sono stati fissati i seguenti paletti:
1) verranno messi a gara tutti i servizi ferroviari svolti nell'ambito territoriale regionale, attualmente gestiti da Trenitalia, ammontanti a circa 14.826.593 treni/km;
2) la totalità dei servizi verrá suddivisa in lotti paritetici e corposi;
3) il valore economico del bando di gara, riferito in via indicativa alla quantità attuale di servizi svolti, ammonta a 142.100.000,00 Euro, salvo variazioni che potranno intervenire;
4) la durata del servizio messo a gara è indicata in 10 anni, con eventuale proroga di altri 5;
5) il nuovo gestore dovrà garantire la messa in esercizio di materiale di nuova immatricolazione con l'obiettivo di ridurre l'età media del materiale rotabile circolante sui binari della regione.

Subito dopo l'approvazione della delibera, il presidente della Giunta regionale, che al momento ha assunto ad interim anche le deleghe dell'assessorato alla Mobilità e alle Infrastrutture, ha dichiarato: “Ora le strutture regionali dovranno lavorare a testa bassa per chiudere il bando, un lavoro particolarmente complesso che dovrà tenere conto di molte variabili: dal personale in servizio fino ai rapporti con le regioni confinanti per terminare con la disponibilità del materiale rotabile, dei depositi, delle officine di manutenzione”. L'obiettivo è quello di arrivare alla pubblicazione del bando di gara, che avrà rilevanza europea, entro nove mesi (giugno 2015) per poi espletare le relative formalità burocratiche e giungere all'avvio del nuovo servizio entro due anni (ottobre 2016) o, possibilmente prima, se le condizioni lo permetteranno.
Tra i possibili interessati, Zaia ha dichiarato che ci sarà sicuramente Trenitalia, ma altri soggetti potrebbero essere interessati a prendere in mano la gestione del servizio ferroviario veneto, in primis le ferrovie tedesche Deutsche Bahn, fermo restando che verrà fatta una 'cosa veneta'.

Le nostre perplessità

Purtroppo il testo della Delibera non è ancora a nostra disposizione e, pertanto, non ci è possibile fare un'analisi puntuale della questione. Però, stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, vorremmo soffermarci e commentare alcuni aspetti di quello che sta succedendo attorno alla vicenda del bando di gara.

Innanzitutto, dopo tanti annunci, il primo dei quali come ricordato, risale al 30 dicembre 2013, e numerose schermaglie a distanza fra la Regione e Trenitalia, giunge il primo atto amministrativo ufficiale per avviare la procedura di gara. Purtroppo ci rammarica che si siano persi mesi preziosi sebbene le tempistiche lunghe fossero chiare fin da subito (a testimoniarlo il fatto che la Regione abbia richiesto fin da subito a Trenitalia di garantire il servizio ferroviario anche per tutto il 2015, in attesa dell'espletamento della gara). Verosimilmente, il tutto si concluderà in circa due anni a partire da oggi, il che significa che dovrà essere richiesto un ulteriore prolungamento a Trenitalia a coprire parte del 2016, magari nelle more di una gara già aggiudicata, ma con un eventuale nuovo operatore non ancora in grado di effettuare il servizio.
In secondo luogo, è auspicabile che siano garantite a tutti gli operatori interessati le medesime condizioni di accesso alla gara europea. Purtroppo abbiamo già assistito, proprio in Veneto nel 2003, a una gara “farsa” in cui, sia a causa di una bando di gara non all'altezza e di una legislazione alquanto ambigua e interpretabile all'occorrenza, l'operatore uscente, l'associazione temporanea di imprese Trenitalia-Sistemi Territoriali, si è trovato a essere l'unico nelle condizioni di presentare un'offerta, sebbene vi fossero altre due manifestazioni di interesse.
Purtroppo alcuni aspetti fanno propendere verso la direzione opposta, a partire del fatto che l'amministrazione committente, il Veneto, abbia deciso di avere solo un compito di indirizzo e controllo nella stesura del bando di gara e di affidare a una propria controllata, Sistemi Territoriali, la definizione dei dettagli. Mentre da un lato potrebbe sembrare opportuno affidare un incarico tanto delicato a una società che si occupa a livello locale (anche) di servizio ferroviario, pare paradossale che all'interno della Regione non vi siano le competenze necessarie per la stesura del bando di gara e che ci sia bisogno di ricorrere ad esterni e, in particolare, a Sistemi Territoriali che ha attualmente un Contratto di Servizio in vigore e che di questa situazione potrebbe avvantaggiarsene.
A sommare i punti precedenti, nutriamo dei dubbi che la tempistica sia la più indicata per la fornitura di un servizio di tale portata. Infatti, tornando all'episodio del 2003, la chiave di lettura sta nell'interpretazione data alla legge vigente da parte dall'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato per cui i treni non farebbero parte della "dotazioni patrimoniali essenziale per l'effettuazione del servizio" e, pertanto, l'operatore vincente dovrebbe acquisire i treni necessari all'effettuazione del servizio in un tempo che è stato ritenuto congruo in 18-24 mesi, tesi a cui sembra aderire anche la Regione del Veneto nell'indicazione, sebbene sommaria, delle tempistiche. Comunque tale indicazione è stata da sempre criticata addirittura dagli stessi costruttori di treni e, a maggior ragione, basti pensare all'ultima fornitura di 22 Stadler per la Regione del Veneto che si è conclusa dopo oltre quattro anni dall'indizione della gara di fornitura.
Una soluzione a tutto questo potrebbe essere una intelligente suddivisione per lotti della totalità dei servizi. Le parole con cui sono stati definiti da Zaia, “paritetici” e “corposi”, non danno alcuna idea di come questi lotti potranno essere strutturati, ma se sfruttati opportunamente, potrebbero diventare lo strumento che aprirebbe il mercato ferroviario a una vera concorrenza perché, se per una impresa subentrante risulta impossibile acquisire in tempi brevi gli oltre 400 mezzi ferroviari di diversa natura che attualmente costituiscono l'intero parco regionale di Trenitalia, potrebbe essere più semplice lavorare su piccola scala, in un bacino omogeneo e territorialmente convergente su un numero limitato di località. Se da un lato questa misura potrebbe assicurare la concorrenza, dall'altro si potrebbero aprire dei rischi: il primo, che le linee minori, meno frequentate e meno remunerative, vengano trascurate o addirittura del tutto ignorate, comportando un declino della qualità del servizio ferroviario fino alla possibile chiusura; il secondo, che si generi una selva tariffaria in cui operatori diversi abbiano sistemi di bigliettazione differenti e non interoperabili, aggravando i viaggiatori nell'acquisto del titolo di viaggio e facendo perdere di attrattività il mezzo ferroviario.
Un'ulteriore nota dolente sta nel valore economico del bando di gara che è stato indicato al medesimo valore dei servizi attualmente svolti, senza prevedere, almeno in questa prima fase, un aumento dei fondi regionali destinati al servizio ferroviario, limitandosi a investire soltanto le risorse economiche che provengono dal Fondo nazionale per il Trasporto Pubblico Locale. Abbiamo già fatto notare più volte che con i fondi attualmente messi a disposizione non è possibile garantire treni su tutte le tratte ferroviarie a coprire l'intera giornata, festivi inclusi (questo è il principio dell'”isocosto” che è stato alla base del progetto di orario cadenzato); d'altro canto, sarebbe opportuno ridurre tutta una serie di sprechi che disperdono le risicate risorse in voci di spesa assolutamente inutili e che non hanno un ritorno economico in termini di biglietti venduti.
Infine, un ultimo appunto su quella che è stata citata da Zaia come la 'cosa veneta'. Questa suona come l'ennesimo spot, che ritorna di tanto in tanto e, che, come abbiamo già avuto modo di analizzare più di fusione, si tratterebbe di un "assorbimento" di Sistemi Territoriali da parte di Trenitalia (o di qualsiasi altra impresa che vi subentrerebbe) e nella nuova societá perderebbe ogni voce decisionale.

La speranza è che dalla lettura del testo della delibera, parte dei dubbi che abbiamo sopra esposto, possano venire chiariti. Anche se siamo ben consapevoli del fatto che la stesura di un bando di gara non sia cosa semplice e che nella miriade di norme che debbano essere tenute in considerazione, non tutto può essere fatto combaciare alla perfezione, ci auguriamo che il bando di gara di cui si sta parlando possa portare un sensibile miglioramento nel servizio ferroviario e, magari, un'ondata di novità che avvicini i binari veneti ai migliori modelli italiani e europei.