Calalzo - Ponte nelle Alpi, cosa succede?

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BELLUNO - Sono giorni preoccupanti per la ferrovia del Cadore, dopo l'improvviso taglio di molti treni avvenuto con l'ultima VCO (vedi FNE News del 12/09/10), per non meglio precisate "verifiche tecniche". Ma cosa c'è sotto?

Il taglio dei treni
"Da lunedì 13 settembre a sabato 30 ottobre 2010, nei giorni feriali, per verifiche tecniche alcuni treni verranno sostituiti con autobus." Questo lo stringato comunicato di Trenitalia che annuncia l'autosostituzione di 8 coppie di treni sulla linea. Cancellare OTTO coppie di treni su UNDICI equivale in pratica ai preparativi per la chiusura: una linea è di ben poca utilità con 3 sole coppie di treni al giorno, venendo così sempre meno incontro alle esigenze dei viaggiatori è destinata ad essere chiusa in breve tempo.

Lo scenario peggiore, già capitato ad altre linee meno fortunate, è il seguente:

  1. FS decide che una linea non interessa più
  2. Trenitalia taglia drasticamente l'offerta e istituisce i bus
  3. I viaggiatori iniziano ad usare le autolinee
  4. I bus sostitutivi diventano permanenti
  5. La linea viene chiusa per scarso traffico
Questo è esattamente quello che è successo sulla Merano-Malles, in Alto Adige: chiusa come "ramo secco" dalle FS e abbandonata, qualche anno fa è stata comprata binari e tutto quanto dalla Provincia di Bolzano che l'ha rinnovata, e adesso ci sono treni frequenti che viaggiano pieni.

La Ponte nelle Alpi - Calalzo rischia davvero una fine del genere? E se la risposta è "si", cosa si può fare per evitarlo?

Le motivazioni (semi)ufficiali
Le "verifiche tecniche" citate nel comunicato dovrebbero essere delle verifiche sull'usura dei carrelli e/o dei binari, usura che in qualche modo sarebbe classificata come "anomala". Ma si tratta di una spiegazione poco convincente: sia i binari che i treni sono quelli di un anno fa, e di un anno prima, e dell'anno prima ancora... non può esserci nessuna emergenza tale da giustificare la quasi-chiusura della linea. A meno che non si stia approfittando di un insieme di fattori per tamponare altri problemi...

L'usura c'è o non c'è?
L'usura alle ruote dei treni e ai binari in effetti sembra esserci, e si è capito anche il perchè: informazioni ufficiali non ce ne sono, ma la colpa sarebbe di come è stato installato nei mesi scorsi il nuovo impianto SSC - Sistema di Supporto alla Condotta. SSC è un apparato tecnologico che assiste il macchinista nella conduzione del treno, e in determinati casi interviene al suo posto, ad esempio imponendo una frenatura di emergenza se viene superato un segnale rosso. Se tutto funziona bene, è una sicurezza in più, ma sembra che in Veneto siano successe due cose:

  • il sistema è "acerbo" e frena anche quando non dovrebbe, per vari motivi
  • il sistema non è tarato per il materiale più vecchio e frena in modo troppo aggressivo

con il risultato che a furia di inchiodate si sono consumate le ruote, proprio come accade con le automobili da corsa quando sbagliano le frenate. Un treno con le ruote rovinate, dette anche "quadrate", si riconosce dal continuo "tun-tun" che producono, invece del normale rumore delle ruote che rotolano.

Quando una ruota diventa "quadrata" oltre misura il problema non è solo legato al rumore ma genera colpi e vibrazioni che possono finire col danneggiare i mezzi o le rotaie; per questo bisogna inviare la carrozza/automotrice in officina dove viene sottoposta a "tornitura", in pratica tutto il cerchione viene limato e portato allo stesso diametro della parte consumata. Ma questa operazione costa, richiede tempo, e sottrae materiale dal servizio, e la necessità di dover farne ricorso
piuttosto frequentemente assorbe considerevoli risorse, forse distogliendole da altre operazioni di manutenzione nelle officine.

Carenze di materiale
Se in tutto il Veneto si fosse verificata una "epidemia di frenate", come sembra, Trenitalia si ritroverebbe con una coda lunghissima di carrozze in attesa di tornitura davanti alle officine. Peraltro l'impianto di lavorazione più vicino per i treni regionali dovrebbe essere quello di Bologna, con ulteriore perdita di tempo per invii materiali e attese.

E i treni, con cosa si fanno? All'inizio si tagliano carrozze. Triple di Aln.668 che diventano doppie, Vivalto a 5 carrozze che passano a 4 o anche a 3 carrozze... poi iniziano le soppressioni. E, dato che il problema sembra riguardare tutto il NordEst, alla fine da qualche parte bisogna chiudere. Ovvero in Cadore. Con la speranza che entro il 30 ottobre Trenitalia abbia trovato il bandolo della matassa. Per lo stesso problema alcune linee abruzzesi chiuderanno (o quasi) fino all'11 dicembre.

Le reazioni
I bellunesi, ovviamente non ci stanno e chiedono chiarezza: lettere ai giornali, telefonate, e discussioni in rete (ad esempio sul forum di TreniBelluno).

I politici locali, a partire dai sindaci, hanno iniziato a muoversi, così come i giornali:
Sempre più numerosi i disagi sui treni, Corriere delle Alpi (15/09/10)
Fs: nuove ombre sulla tratta Ponte-Calalzo, Corriere delle Alpi (21/09/10)
Trenitalia non faccia brutti scherzi, Corriere delle Alpi (21/09/10)

L'assessore Chisso risponde di stare tranquilli e che il Bellunese è sempre nei pensieri della Regione:
http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Settembre+2010/1666.htm

Come andrà a finire?
Dalle informazioni in nostro possesso sembra che effettivamente il 1 novembre i servizi riprenderanno regolarmente così come annunciato. Con quali composizioni, però, non è dato saperlo.

Rimangono sul piatto dei problemi molto gravi:

  • Il materiale diesel del Veneto è obsoleto. Aln.668 e D.445, nello stato in cui sono, hanno fatto il loro tempo; manifestano problemi di affidabilità, di consumi, di prestazioni e con il tempo garantiranno sempre meno il rispetto delle corse. Non siamo a conoscenza di nessun piano per un possibile rinnovo di tale materiale; gli ultimi acquisti diesel risalgono ai piccoli Minuetti di qualche anno fa, distribuiti a pioggia su tutto il territorio nazionale.
  • A suon di sospensioni e chiusure si fa solo il male della linea e del territorio. Possibile che non si riesca a mantenere un servizio con la dignità che il Bellunese merita?

Ma esistono linee di montagna che funzionano?
Abbiamo accennato della Merano-Malles, linea di montagna che le FS chiusero come ramo secco. Mentre in Cadore la Regione rassicura i cittadini che va tutto bene mentre Trenitalia sopprime i treni, in Alto Adige la Provincia di Bolzano non solo ha rinnovato linea e stazioni, non solo ha comprato tutti i treni nuovi, ma adesso progetta anche di elettrificare la linea:
http://ricerca.gelocal.it/altoadige/archivio/altoadige/2010/09/30/AM3PO_AM301.html

Coraggio, Regione Veneto, forza e coraggio che di lavoro ce n'è da fare anche da noi, che se si trovano i soldi per le autostrade c'è modo di trovarli anche per la ferrovia...