Multe sui treni, scontro fra Trenitalia e Regione Veneto

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VENEZIA - Nelle scorse settimane si è consumata fra Regione Veneto e Trenitalia un’accesissima discussione; oggetto del contendere sono state le nuove norme sulle sanzioni a bordo dei treni regionali che sono in corso di discussione presso il Consiglio Regionale Veneto. Infatti, da un lato la Regione sta rivedendo l’intero sistema per andare incontro agli utenti rivedendo, in diminuzione, le sanzioni a loro carico quando impossibilitati ad acquistare o vidimare il proprio titolo di viaggio anche a causa delle mancanze del gestore del servizio ferroviario. Dall’altro lato, Trenitalia, rivendica un danno economico derivante dalle minori entrate imputabili al capitolo delle sanzioni nel caso la legge in fase di approvazione entri in vigore e chiede pertanto alla Regione una qualche forma di compensazione economica.

Ad accendere la miccia è stato, nei primi giorni di settembre, in occasione dell’audizione in commissione delle associazioni degli utenti, il consigliere regionale del PD Diego Bottacin che aveva affermato: "Trenitalia sta scientificamente tenendo senza manutenzione le obliteratrici delle stazioni del Veneto. Siamo di fronte ad un palese quanto scorretto tentativo di fare cassa ai danni dei cittadini che pur avendo il biglietto si trovano impossibilitati a convalidarlo". E proseguiva: "Ormai l'ottanta per cento delle macchinette che servono per convalidare i biglietti sono fuori uso nella nostra regione. Se al mancato funzionamento delle obliteratrici aggiungiamo il fatto che la stessa Trenitalia ha introdotto forme di incentivi per il personale, direttamente collegati alla quantità delle sanzioni inflitte ai viaggiatori, siamo davvero di fronte ad un circolo viziosissimo che ha il sapore della truffa ai danni dell'utenza".
Queste parole trovavano la solidarietà di un altro consigliere regionale, l’esponente della Lega Nord Santino Bozza, il quale all’inizio dell’estate era stato multato proprio per non essere riuscito a obliterare il biglietto prima di salire a bordo: "La sanzione amministrativa non deve avere carattere repressivo ma deve ispirarsi al principio del buon senso".

Parole importanti e ben circostanziate che non hanno fatto attendere la reazione dei vertici di Trenitalia, i quali hanno affidato a una nota aziendale la propria posizione: "Trenitalia non multa i viaggiatori per il 'gusto di vessare' o per 'far cassa'. Le accuse indirizzate alla società da alcuni consiglieri sono infondate: al riguardo Trenitalia si riserva di tutelare la propria immagine e onorabilità in tutte le opportune e adeguate sedi. Se le regole attuali non piacciono, la Regione ha facoltà di modificarle, fermo restando il diritto dell'azienda di vedersi riconoscere adeguate compensazioni finanziarie".

A difendere l’operato della Commissione Urbanistica e Trasporti da egli stesso presieduta è quindi intervenuto l’esponente della Lega Nord Andrea Bassi, che polemizza a sua volta con i vertici di Trenitalia in merito alla loro nota, esprimendo il proprio disappunto per la loro assenza: "Pur invitati alle consultazioni sul disegno di legge della Giunta [allora ancora da approvare, ndr] non si sono presentati" E prosegue: "I responsabili dell'azienda avrebbero fatto bene a presentarsi in commissione in occasione delle programmate audizioni piuttosto che lagnarsi e minacciare velatamente i consiglieri. L'assenza di Trenitalia è stata un grave sintomo di disinteresse."

A chiudere la partita, è intervenuto un irritatissimo assessore Chisso: "Trenitalia pensi a far andare i treni almeno come da contratto, e non pretenda di insegnare alla politica cosa può e deve dire: non è pensabile che l’azienda prenda posizioni di questo genere". "Abbiamo fatto un errore a fidarci a suo tempo su un tema cruciale – ha aggiunto Chisso – e stiamo rimediando. Sul come rimediare è affare della politica, della Commissione trasporti del Consiglio e dei consiglieri regionali, compreso l’amico Diego Bottacin, che è legittimato a dire quello che vuole. Trenitalia no: non può e non deve permettersi di entrare in un dibattito politico". E infine, anch'egli esprime la propria amarezza: "Mi lascia inoltre esterrefatto, ed è quantomeno spiacevole constatare, che Trenitalia si sottragga ad un invito al confronto con la Commissione Consiliare, mentre difendo e sono assolutamente legittime le discussioni e le opinioni della Commissione regionale e dei suoi componenti, ai quali nessuno può o deve pretendere di chiudere la bocca".

Bottacin non arretra dalle proprie posizioni e prendendo atto della nota di Trenitalia conclude: "La risposta di Trenitalia alla circostanziata accusa di tenere in pessimo stato di manutenzione le macchinette obliteratrici allo scopo di incassare più multe dai viaggiatori è una vera e propria ammissione di colpa oltre che una minaccia al sottoscritto e alla Regione. Sono più convinto che mai - prosegue Bottacin - che ci sia un meccanismo da spezzare. La risposta di Trenitalia significa che le multe in Veneto non sono usate solo come deterrente contro i portoghesi, ma sono una delle voci di entrata stabilmente conteggiate dall'azienda tra gli utili. Chiederò all'assessore Chisso di prevedere che gli introiti delle multe non facciano parte del compenso di Trenitalia ma vengano destinati ad un apposito fondo da utilizzare esclusivamente per l'ammodernamento del parco mezzi viaggianti".

Fermo e concorde anche il rigetto da parte della commissione regionale dei toni intimidatori di Trenitalia, tanto che dopo ampia discussione costruttiva si è arrivati alla stesura e all’approvazione all’unanimità del testo del progetto di legge.