TAV balneare: sogni politici ed errori trasportistici

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Si continua a parlare di tracciato litoraneo come di una opportunità irrinunciabile, quasi di una necessità, ma ancora non siamo convinti. Al di là delle questioni paesaggistiche e idro-geologiche, ci sono seri rischi che un progetto del genere non funzioni proprio dal punto di vista del servizio, con alti costi e bassa qualità. Vediamo perchè.

In questo articolo non ci occuperemo di impatto ambientale, anzi: metteremo per un attimo da parte il rischio idrogeologico, e pure le reazioni – nettamente contrarie – degli agricoltori ed in generale di tutte le comunità attraversate dal progetto; lasceremo anche stare gli enormi aggravi di costi dovuti al costruire un tracciato più lungo su un territorio sotto al livello del mare invece che in piano lungo l'A4.
In più di un'occasione la Regione ha specificato che un'opera così impattante ha l'obbligo di fornire dei vantaggi al territorio che attraversa. Vantaggi che sono stati regolarmente identificati con la presenza di fermate, lungo la nuova linea, in prossimità delle località balneari.

Vogliamo quindi chiederci, in concreto, al di là di tutti i sacrifici necessari: ai Veneti torna in tasca qualcosa se la linea passerà vicino a Jesolo oppure no, e qual è l'obiettivo in nome del quale la Regione sta andando avanti a testa bassa?
In poche parole, questo tracciato balneare funziona o no? Serve a qualcosa, e a chi?

Sabato 5 marzo si è tenuto a Jesolo, presso il Centro Kursaal, un convegno centrato sul tema del servizio reso a Jesolo dalla nuova linea; eravamo presenti, incuriositi da ciò che si sarebbe detto, ma anche dal tipo di pubblico direttamente interessato al tema.
Per dovere di cronaca, l'incontro, organizzato con grande preparazione scenica, è stato direttamente sponsorizzato dai principali costruttori edili e studi di progettazione della zona.

Sono emersi spunti interessanti, da parte dell'assessore Chisso, dal sindaco di Jesolo, e dalla rappresentanza della Provincia di Venezia.

Per la prima volta abbiamo potuto sentire, dalla viva voce dell'assessore, quale sarebbe il modello di esercizio di questa linea, ovvero: posto che la linea veloce va costruita per i treni veloci, e che i treni veloci non possono fermare in stazioni minori quali Passarella, allora vi faremo circolare anche "treni non veloci" che fermino presso le spiagge.
Bene, e qui sorge una domanda: cosa sono questi "treni non veloci"?

Ci pare interessante notare che, per descrivere il traffico ferroviario, l'assessore Chisso usi in tutto tre categorie: i treni Alta Velocità, i treni merci, e i non meglio identificati "treni passeggeri", che probabilmente sarebbero i suburbani (spesso chiamati impropriamente "metro di superficie"). Sarebbe compito di questi generici "treni passeggeri" svolgere servizio dall'aeroporto a Passarella, e alle eventuali altre fermate balneari.

Inoltre è stato specificamente spiegato che le fermate non dovranno essere rivolte solo al bacino di utenza del litorale, ma dovranno essere funzionali "a 360 gradi", per fornire un servizio al territorio attraversato.

Cominciamo ad analizzare un po' di queste informazioni.

1) Il servizio al territorio

Le fermate balneari (Passarella, e forse Eraclea) sorgerebbero in mezzo ad aree poco abitate. Il bacino di utilità della fermata di Passarella copre gli abitati di Passarella di Sopra e di Passarella di Sotto, che in tutto fanno a stento 2400 abitanti.
Per confronto, il centro di maggiore dimensione in zona è San Donà di Piave con circa 41.000 abitanti, centro che dispone già di una stazione, ovviamente centrale all'abitato e non in mezzo alle campagne.
In pratica: il valore aggiunto all'intera area sarebbe nullo.

2) La "metro di superficie" sulla nuova linea

Dopo 15 anni di continuità politica in Regione, continuiamo a sentir parlare di SFMR, e non si è visto mezzo treno in esercizio (salvo due treni sulla Mestre - Mira Buse).
Non solo per le linee esistenti non si è ancora fatto nulla di concreto, di "viaggiabile", ma ora si discute direttamente di creare altri fantomatici servizi suburbani su una linea nuova e lontana da tutti i centri abitati.
Anche ammettendo di voler strutturare delle corse Tessera - Passarella - Portogruaro con servizio SFMR, quale bacino di utenza sarebbe servito? I dipendenti delle aziende agricole della zona?
Anche volendo considerare un certo traffico generato da Jesolo, per quanti mesi l'anno questi servizi trasporterebbero davvero qualcuno? Chi è che nei mesi invernali partirebbe in treno da Portogruaro o da Mestre per andare ...a Passarella?

3) Portare i turisti alle spiagge

Al convegno del 5 marzo abbiamo avuto una gradita sorpresa da parte dell'assessore provinciale ai Trasporti: per la prima volta abbiamo sentito spiegare pubblicamente che la fermata di Passarella non è a Jesolo. Parrebbe un'ovvietà, ma magari non tutti sanno che per andare da Passarella di Sopra a Piazza Brescia si percorrono 13 km di strada, circa 23 minuti di viaggio in auto.

Ammettiamo che il problema sia che la ferrovia attualmente è lontana: tra la stazione di San Donà e il Lido di Jesolo ci vogliono 30 minuti in autobus. Ammettiamo anche che un altro problema sia la lontananza dall'aeroporto: tra Tessera e Jesolo l'autobus impiega 38 minuti. Questi sono i tempi di riferimento con cui i nuovi servizi dovrebbero rivaleggiare.

Ora vediamo come la nuova linea risolverebbe la vita del turista, avvicinando Jesolo ai grandi assi di traffico.

Immaginiamo il nostro turista, appena sceso da un aereo o da un treno a lunga percorrenza, con il proprio bagaglio, alla stazione sotterranea di Tessera. Ammettendo di avere un treno SFMR ogni 20', diciamo che in media l'attesa è di 10'.
Il treno, con una buona prestazione, copre i 23 km fino a Passarella in altri 10', e fanno 20'. A questo punto il turista dovrà uscire dalla stazione, raggiungere il piazzale e trovare il proprio autobus; e anche avendo la fortuna di trovarlo pronto a partire, non sarà a Jesolo Lido prima di altri 25' - e sono 45' in totale, nel migliore dei casi.

Risultato finale: due cambi (con bagagli al seguito), e tre quarti d'ora di percorrenza, per arrivare a Jesolo, forse 40' se è fortunato con le coincidenze. Ma non gli conveniva prendere un autobus da Tessera? Un autobus che già esiste. Si vuole spendere una montagna di soldi per costruire dal nulla un servizio "TAV per le spiagge" che sarebbe più scomodo e più lento degli autobus attuali già esistenti!

Di nuovo, vogliamo chiederci: chi ci guadagna in tutto questo?

Ci guadagna ovviamente la "Grande Jesolo", ovvero il sogno politico-imprenditoriale di espansione edilizia e commerciale infinita. Nuovi alberghi, Miss Italia, convegni, congressi, un porto turistico, la TAV, un parco divertimenti: a Jesolo si sta progettando tutto e di più, il mondo intero dovrebbe trasferirsi a Jesolo, almeno stando ai progetti.

In questo senso, una "fermata TAV" sarebbe uno dei tanti disordinati distintivi da appiccicare al prodotto "Jesolo", un qualcosa che grazie al nome potrebbe alzare il valore di terreni, immobili e pacchetti turistici. Ma senza investimenti e una pianificazione razionale rimarrà un'opera inutile che non funziona.

A dirla tutta, gli jesolani presenti in sala sembravano entusiasti.

Da parte nostra, oltre a moltissimo scetticismo per il modello di sviluppo qui delineato, viene una piccola proposta, che un giorno potremo decidere di approfondire: se davvero si vuole avvicinare Jesolo, "the city beach", ai centri urbani del Veneto, non si tenti di deviare dal loro corso naturale i percorsi delle linee a lunga percorrenza (operazione che ricorda molto le corrotte pianificazioni sovietiche); al contrario, si pensi piuttosto a linee di trasporto pubblico da costruire in alternativa alle "strade del mare".
Un esempio concreto, tanto per capire: invece di costruire una linea nuova e poi finanziare dei bus Passarella - Jesolo, perchè non attivare il previsto SFMR su San Donà e poi finanziare dei bus aggiuntivi San Donà - Jesolo? Costerebbe molto meno di una nuova linea e si potrebbe fare già oggi.
Si valuti ciò che conviene di più, tra bus, tramvie, ferrovie leggere, ma si pensi ad un progetto che colleghi davvero il centro di Jesolo Lido a Mestre e Treviso.

Quello a cui stiamo assistendo invece è il confuso mescolarsi di due necessità diverse, ovvero il collegamento di Jesolo con i centri vicini e l'aeroporto (traffico di interesse locale) ed il potenziamento dell'asse Venezia - Trieste (interesse nazionale e oltre). A parer nostro storpiare un progetto tentando di raggiungere tutti e due gli obiettivi, più che una "occasione da cogliere" ci sembra solo un buon modo per rovinare entrambe le cose.