Cadenzato: gli RV Milano-Venezia e lo spezzamento a Verona

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BRESCIA - La Regione Veneto ha ufficialmente comunicato alla Regione Lombardia che in modo unilaterale verranno soppresse le 4 coppie giornaliere di Regionali Veloci Venezia-Milano, unica alternativa veloce ed economica alle più costose Freccebianche.

Come vi avevamo anticipato nel nostro articolo sulla Verona-Venezia, è intenzione della Regione Veneto quella di rivedere completamente l'assetto della Verona-Venezia. Il riepilogo che segue è stato scritto intrecciando fonti di Regione Veneto, Regione Lombardia e Trenitalia.

La situazione attuale e le decisioni del Veneto
Oltre ad essere un asse ferroviario di importanza nazionale, con una nuova linea AV Milano-Brescia in costruzione, dal punto di vista del servizio regionale la linea ferroviaria Milano-Verona-Venezia è tra le più frequentate della Lombardia, con una media di 36.000 viaggiatori al giorno.
24 corse al giorno sono svolte da Trenord sulla linea Milano-Verona e pagate dalla Lombardia. Ulteriori 8 corse sono svolte da Trenitalia sulla linea Milano-Verona-Venezia e pagate dal Veneto. Questa situazione deriva da Accordi di programma del 2000 tra Stato e Regioni, tuttora vigenti.
Da dicembre 2013, Regione Veneto intende unilateralmente sopprimere la tratta Milano-Verona delle proprie 8 corse.

Il motivo sono i soldi
Con i soldi risparmiati grazie a questo taglio, Regione Veneto intende finanziare il potenziamento del servizio in casa propria, servizio che, al contrario di quello lombardo, non è mai stato potenziato nello scorso decennio. Verranno soppressi 8 treni Regionali Veloci Milano-Venezia per istituire un numero (maggiore) di Regionali Veloci Verona-Venezia.
Le 8 corse da sopprimere svolgono un ruolo fondamentale per i cittadini lombardi (oltre che naturalmente per quelli veneti diretti in Lombardia) e trasportano in totale 10.000 persone al giorno.
Se la Lombardia dovesse scegliere di pagare di tasca propria la tratta Milano-Verona di queste otto corse, dovrebbe sopportare un onere aggiuntivo di circa 5 milioni di euro all'anno.

I vantaggi (veneti) di questa mossa
Con il ripristino dei Regionali Veloci Verona-Venezia la Regione colma finalmente uno dei più grandi vuoti nell'offerta di trasporto, dal momento che Verona, Vicenza, Padova e Venezia sono state fino ad oggi collegate solo pochi da Regionali "lenti". Uno dei maggiori assi di trasporto regionale e nazionale tornerà finalmente ad essere servito in modo adeguato in termini di velocità e capacità di trasporto.

L'altra faccia della medaglia
I nuovi treni Verona-Venezia che la Regione Veneto intende istituire non sono mai in coincidenza con quelli Milano-Verona della Lombardia. Infatti partono esattamente 1 minuto dopo l'arrivo di questi ultimi, rendendo impossibile il trasbordo. (NB: il tempo di coincidenza nelle prime bozze era di 45', comunque inaccettabile; pare che adesso gli orari siano stati cambiati...)
Questa scelta penalizza i 2600 viaggiatori che già oggi transitano da Verona sulle 8 corse attuali, ma soprattutto elimina in partenza l'opportunità di creare un sistema ferroviario regionale integrato sull'intera Milano-Venezia. I collegamenti Milano-Venezia resterebbero possibili solo con i treni FrecciaBianca, il cui biglietto costa almeno il doppio di quelli delle Regioni.

Le ultime notizie (22/07/13)
Sembra confermato che l'ultima revisione della bozza regionale preveda nuovi orari per la Verona-Venezia, quindi con coincidenze di 1' a Verona: potrà capitare di poter cambiare treno, ma di sicuro non è niente di lontanamente garantibile.
Sembra quindi definitivamente saltare la possibilità di collegamenti veloci regionali fra Milano e Verona/Venezia, collegamenti - lo ripetiamo - oggi usatissimi e di sicuro successo (leggi: più incasso di biglietti).

Quali soluzioni?
Al momento sembra che ci possano essere un paio di soluzioni.

La prima soluzione, più "tecnica", prevede di rifinire le tracce dei due treni nelle due regioni in modo da creare più tempo in sosta a Verona. Se entrambe le tracce fossero allungate di - diciamo - 4 minuti (su più di un'ora di percorrenza da ambo i lati), il treno da Venezia arriverebbe 4' prima ed il treno per Milano partirebbe 4' dopo, con 9' di coincidenza che a questo punto diventerebbe gestibile per l'utenza.
Questa soluzione lascia separate e del tutto indipendenti le due gestioni veneta e lombarda, scaricando su RFI il compito di definire tracce con adeguati interscambi ai confini regionali.

La seconda soluzione, più "ingenua" se vogliamo, parte da una riflessione: che il treno X arrivi in stazione e 1' dopo parta il treno Y, dal punto di vista dell'infrastruttura è molto simile ad avere il treno X che arriva in stazione e 1' dopo riparte lo stesso treno X. Non è proprio la stessa cosa, ma le maggiori differenze stanno nella gestione del materiale e nei turni del personale, non certo nella struttura dell'orario.
E se le due regioni raggiungessero un accordo sulla gestione per far proseguire un unico treno? Con l'obiettivo di offrire un servizio unico Milano-Venezia, la soluzione con un cambio ha il suo bilancio di risorse: una certa quantità di treni*km, con tot materiali e tot turni del personale a carico della Regione Veneto, altrettanto a carico di Regione Lombardia. E se i treni venissero unificati, condividendo carrozze e personale, in modo da rispettare le stesse proporzioni? Di sicuro non c'è niente di tecnicamente impossibile a riguardo!

In entrambi i casi, quello che serve è un dialogo fra Regione Veneto e Regione Lombardia. Due regioni confinanti, entrambe a statuto ordinario, entrambe con la stessa guida politica, che condividono un asse di trasporto fondamentale per la mobilità del Nord Italia.
Questo dialogo fino ad oggi è mancato, in particolare la Regione Veneto ha lavorato "in casa", progettando il servizio come se oltre Verona ci fosse il nulla. Forse c'è ancora tempo per rimediare.