La TAV Venezia-Trieste va verso l'affiancamento

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ROMA – Dopo mesi di silenzio, su sollecito delle deputate venete Simonetta Rubinato e Sara Moretto, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è tornato ad occuparsi della linea Alta Velocità/Alta Capacità Venezia-Trieste e, inaspettatamente, la situazione ha subito una decisa virata: basta col progetto “litoraneo” e si inizia a fare sul serio con l'affiancamento all'attuale linea ferroviaria.
Tutto è cominciato sul finire dell'estate scorsa: il 19 settembre la commissione ministeriale di valutazione d'impatto ambientale ha convocato una riunione con le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia per per discutere sul progetto preliminare della linea Alta Velocità/Alta Capacità Venezia-Trieste. Quale progetto? L'unico esistente, risalente ancora al 2010, che avrebbe portato la ferrovia lungo il litorale e che dopo aver scatenato le polemiche e la contrarietà di quasi tutti gli Enti interessati, sembrava essere caduto nel dimenticatoio. L'altra proposta, quella studiata nel 2012 su sollecito del Commissario straordinario Bortolo Mainardi, di far correre la nuova linea ferroviaria accanto all'attuale, era ancora ferma allo stato di Studio di Fattibilità con un grado di approfondimento inferiore a quello del progetto preliminare 2010.
Questa in sintesi la risposta che era seguita solo la scorsa settimana alle interrogazioni a risposta scritta in Commissione presentate dalle deputate Simonetta Rubinato e Sara Moretto.
Nel frattempo la Regione del Veneto aveva provato a correre ai ripari approvando il 3 ottobre l' atto di indirizzo 1808, su proposta del Presidente Luca Zaia, con il quale di fatto si cancellavano gli indirizzi precedenti e si accoglievano le richieste del Consiglio regionale per sollecitare RFI a compiere uno studio di un'“alternativa progettuale in affiancamento alla linea ferroviaria esistente Venezia-Trieste, ponendo particolare attenzione sotto il profilo ambientale all'attraversamento dei centri abitati” (in particolare, si auspicava l'attraversamento dei centri abitati lungo la linea in galleria artificiale).
Forse complice la recente visita a Padova del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il quale aveva dichiarato “Servono pareri rapidi: il coinvolgimento delle istituzioni per vincere anche questa sfida che per il collegamento del nord, tra ovest ed est, è cruciale”, si è svolta il 26 marzo presso il Ministero di Roma una riunione con il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, il presidente della Regione del Veneto, il commissario straordinario e i vertici di RFI. Al termine della riunione si è deciso di abbandonare il vecchio progetto del 2010 e di progredire con la progettazione del nuovo tracciato in affiancamento all'attuale linea ferroviaria (vedi comunicato sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture). Parallelamente, si parla già di ammodernare la linea esistente con un investimento di 1,8 miliardi di Euro: velocizzazione della linea fino a 200 km/h (già annunciata durante il lancio del Piano Industriale delle Ferrovie dello Stato Italiane 2014-2017), l'eliminazione dei passaggi a livello ancora esistenti e interventi puntuali in corrispondenza di alcuni nodi critici come la Linea dei Bivi o il Bivio San Polo. Infine, si tornerà a considerare la possibilità di un collegamento ferroviario con l'aeroporto Marco Polo di Tessera, anche se non è ancora chiaro quale sia il tracciato prescelto.

Ovviamente tutto questo non accadrà dall'oggi al domani: è necessario che la Commissione Valutazione Impatto Ambientale presso il Ministero dell'Ambiente respinga definitivamente il progetto “litoraneo” che sebbene sia stato quasi dimenticato, è ancora sull'agenda dei commissari con le sue quattro sub-tratte; in più RFI dovrà procedere con la progettazione del tracciato in affiancamento alla attuale linea ferroviaria, che vada oltre alle tavole circolate nella primavera del 2012 sulle quale era stata semplicemente indicata una “fascia di occupazioni”, prevedendo soluzioni idonee per l'attraversamento dei numerosi centri abitati incontrati lungo il percorso. Questo progetto dovrà poi subire tutta la trafila burocratica della Valutazione di Impatto Ambientale che, se positiva, darà il via libera al progetto esecutivo dell'opera e la successiva realizzazione. E l'onorevole Rubinato ha già commentato su Facebook: “Ci aspettiamo che venga predisposto il progetto preliminare con il metodo del dibattito pubblico, sull'esempio della Francia, in modo da concertare il progetto con il territorio, evitando ulteriore spreco di tempo e di risorse”. Eh sì: son già passati 3 anni e mezzo e sono stati spesi oltre 14 milioni di Euro, da quando se ne cominciò a parlare!