Veneto, novità 2013... le stesse del 2009!

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ROMA - Sviluppo dei trasporti su ferro, servizio cadenzato, società miste, più servizi per i pendolari... di tutto e di più negli annunci apparsi recentemente sulla stampa. Zaia e Moretti rivoluzioneranno il trasporto pubblico veneto, dicono. Ma cosa c'è di veramente nuovo? Niente. Ecco perchè...

Quote:
Il Veneto ha posto le basi per una gestione regionale del trasporto su rotaia sia dei passeggeri sia, apripista a livello nazionale, per le merci, tramite società miste. [...] Ma per il futuro ferroviario del Nord Est Ferrovie dello Stato S.p.A. si impegna al completamento dell’asse ferroviario Alta Capacità/Alta Velocità da Milano a Trieste. Sono questi gli obiettivi strategici contenuti nel protocollo d’intesa firmato dal presidente della Regione e dall’Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato S.p.A. Mauro Moretti. Presente tra gli altri l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, tessitore dell’intesa. "Noi siamo andati molto oltre la mera accettazione di una continuità – ha ribadito il presidente - e per superare le ragnatele in cui si articola il sistema ferroviario italiano siamo andati direttamente al vertice, mettendo in discussione non solo la questione dei contratti di servizio, ma l’intera partita del trasporto su ferro, sul quale intendiamo avere un servizio di qualità all’altezza delle esigenze di una regione come il Veneto e per un effettivo riequilibrio con le altre modalità di trasporto e in particolare con quello su gomma"

Questa è la notizia che è stata annunciata anche con un comunicato ufficiale delle Ferrovie dello Stato e che è stata ripresa da più parti sulla stampa dove si possono leggere più o meno le stesse informazioni, per esempio sul Corriere del Veneto o su La Nuova di Venezia e Mestre.

Ora però bisogna essere onesti e rivelare un piccolo trucco: il testo riportato in apertura di questo articolo non fa affatto riferimento alla firma dell'Integrazione del Protocollo di Intesa che si è tenuta a Roma lo scorso 27 maggio e che ha visto protagonisti l'Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti e l'attuale Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia... si riferisce invece alla firma del primo Protocollo di Intesa che era stato firmato sempre da Mauro Moretti, ma dal precedente Presidente della Regione, Giancarlo Galan, ancora nell'autunno del 2009, ovvero oltre tre anni fa! Quello che si legge in apertura, dunque, non è altro che l'inizio del relativo articolo apparso sul numero di ottobre 2009 del periodico online "Veneto Globale", il mensile di attualità, cultura e informazione della Giunta regionale del Veneto.



A sinistra: autunno 2009. L'Amministratore delegato di quelle che si chiamavano Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e l'allora Presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, siglano il Protocollo d'Intesa. A destra: primavera 2013. L'Amministratore delegato delle "nuove" Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, e il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, firmano l'Integrazione al Protocollo d'Intesa. Passano gli anni, si firmano gli accordi, ma le cose in pratica non cambiano mai! (foto FSI)

Quello che vogliamo dire è questo: a ben leggere il comunicato del 2009 e quello degli scorsi giorni, pochissime sono le differenze. Già allora si parlava di società miste per il trasporto di passeggeri e di merci, che però nel frattempo non sono state nemmeno abbozzate; già allora si parlava si parlava di messa in esercizio di 23 convogli acquistati dalla Regione, che ora sono diventati 20 e i cui primi esemplari sono giunti da poco sul suolo veneto e necessitano ancora delle necessarie autorizzazioni per circolare sui binari; già allora di parlava di una serie di ammodernamenti infrastrutturali diffusi che in parte sono ancora da realizzare e in parte sono stati realizzati senza però venir sfruttati a dovere (si veda il caso della stazione di Santa Croce del Lago, o la realizzazione del fascio metropolitano presso la stazione di Portogruaro); già allora si parlava di completamento dell'asse ferroviario Alta Capacità/Alta Velocità da Milano a Trieste, culminato nella presentazione del progetto preliminare per il tracciato "balneare" fra l'aeroporto Marco Polo e Portogruaro, incartamento sul quale il Governo sta per mettere una pietra sopra ma per il quale, comunque, sono stati spesi, fino ad ora, quasi 15 milioni di Euro. Insomma, gran parte di quello che si è scritto in questi ultimi giorni era parte di accordi già precedentemente presi e non aggiunge molto per i viaggiatori veneti.

Per esempio, si conferma la condivisione del progetto di orario basato sulla "regolarità e ricorsività" dei servizi ferroviari di competenza regionale, il cosiddetto "orario cadenzato" di cui abbiamo evidenziato fin da subito i pregi (pochi) e i difetti (molti) e si annuncia la prossima messa in servizio, da parte di Trenitalia, di 9 nuovi convogli di tipo Vivalto. Tra le novità, poi, c'è da evidenziare che la Regione del Veneto sborserà per il Contratto di Servizio, circa 10 milioni di euro in più all'anno, senza che sia ancora chiaro con quale risultato e, soprattutto, con quale copertura finanziaria (questione che verrà molto probabilmente riaffrontata con il Bilancio 2014). Per carità, non ci lamentiamo affatto che si sia fatto un passo in avanti, sebbene piccolo e ancora poco percepibile, ma come abbiamo già fatto notare siamo ancora distanti da avere un servizio di trasporto su ferro efficiente e queste misure ci paiono assolutamente insufficienti per risolvere la situazione.

Troviamo, dunque, assolutamente improprio il fatto che questa Integrazione al precedente Protocollo d'Intesa sia stata "venduta" come una "rivoluzione" nell'ambito del trasporto ferroviario perché i presupposti c'erano già tutti nel 2009. Fino ad oggi è mancata totalmente la volontà di attuare piani già esistenti e si è assistito a un immobilismo da parte dell'Amministrazione regionale alla quale l'affidataria del servizio, Trenitalia, ha risposto con una certa sufficienza nell'eseguire il Contratto. Dispiace dirlo, ma sebbene nel protocollo vengano definiti "tempi certi" e scadenze, questa non sarebbe di certo la prima volta che verrebbero disattese (le società miste, per esempio, avrebbero dovuto essere fondate entro la fine del 2010!) e alla luce di tutto ciò questo atto ci pare l'ennesima raccolta di vane promesse per risollevare le sorti di un servizio ferroviario allo sbando e sofferente, soprattutto per i minori finanziamenti statali e regionali che ha a disposizione.

Speriamo di sbagliarci e che presto si vedano i fatti compiuti sui binari, con treni puntuali e confortevoli, distribuiti in maniera regolare durante tutto l'arco della giornata, pieni di pendolari e di viaggiatori, ma non sovraffollati. Speriamo di sbagliarci e di non dover darci appuntamento fra altri 3 anni, nel 2016, per firmare un nuovo Protocollo d'Intesa e poi dire che dal giorno successivo partirà la rivoluzione. Una rivoluzione che il Veneto attende sin dal 2001 e che ancora non si vede, ma senza la quale si rischia veramente di rimanere definitivamente indietro con i tempi.

Meno firme davanti ai fotografi e più treni sui binari!