L'SFMR punta a Verona. Ma senza treni

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VENEZIA - Con le prime conferenze dei servizi "istruttorie" sono iniziate in questi giorni le procedure per estendere l'SFMR anche al Veneto occidentale. Pesantissimi però i dubbi sull'iniziativa, dal momento che l'SFMR "originale" non ha ancora nessuna linea completamente rinnovata e un solo treno aggiuntivo in servizio in tutto il Veneto.

“Il Veneto punta ad ampliare il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale alla parte occidentale del suo territorio e oggi abbiamo dato il via alle prime fasi procedurali per arrivare a definire un quadro progettuale a vasto raggio”. Lo ha detto l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, commentando l’esito delle prime conferenze di servizi “istruttorie”, svoltesi oggi a Mestre, relative ai progetti preliminari di quello che diventerà il SFMR Occidentale.

Questa è la notizia ufficiale. Ma, oltre al fatto che per essere il terzo mandato consecutivo dell'assessore sarebbe probabilmente il momento di parlare più di treni e meno di "quadri progettuali", siamo costretti ad evidenzare pesanti dubbi su quella che sembra essere la strategia della Regione.

Il traffico su gomma

“L’obiettivo anche in questo caso – ha ribadito Chisso – è di riequilibrare le diverse modalità di trasporto, spostando sul servizio ferroviario pubblico una quota consistente dell’attuale traffico privato su strada”.

I fatti però sembrano andare in direzione opposta.

Da quando è stato aperto il Passante di Mestre la Regione Veneto controlla il 50% della nuova società autostradale CAV, incamerando utili per 240 milioni di euro l'anno. Di questi fondi da reinvestire in infrastrutture la quota destinata alle ferrovie è zero, andranno tutti in opere stradali.

E che dire delle grandi opere? Proprio oggi il Governatore Zaia rilancia l'idea del completamento dell'A27 fino a Monaco, tanto per chiarire che le (auto)strade non sono mai abbastanza: ricordiamo che in ballo ci sono la Nogara Mare, l'autostrada del mare a Jesolo, la Pedemontana Veneta, il progetto di autostrada A28-A23, la nuova Romea, la Valdastico Sud in completamento...

E le ferrovie? Quali opere ferroviarie sono previste? L'alta velocità sta sparendo all'orizzonte, non ci sono soldi neanche per la progettazione. Nel 2000 è stata riattivata la Treviso-Portogruaro; nel 2006 si è inaugurato il raddoppio della Padova-Mestre (27km), e a marzo ha riaperto la Linea dei Bivi. E poi? Si riqualificano le stazioni. Ma come si fa a spostare i cittadini dalla gomma verso la ferrovia semplicemente rifacendo i marciapiedi?

Che lavori sono previsti?

“Gli interventi riferiti alla prima tratta – ha sottolineato Chisso – riguardano la ristrutturazione delle stazioni di Lerino, Grisignano di Zocco e Mestrino, mentre per la Verona – Peri sono previste le ristrutturazioni delle stazioni di Domegliara, Dolcè e Peri. Su queste tratte non sono previste opere sostitutive di passaggi a livello, dal momento che questo genere di interventi è già stato risolto con precedenti accordi tra Regione e RFI”. Insomma, si rifanno i marciapiedi; più in generale il comunicato parla di "ristrutturazione di stazioni; ampliamento dei parcheggi; miglioramento della viabilità di accesso; soppressioni di passaggi a livello mediante opere sostitutive".

E ancora: “Per il prossimo mese di luglio – ha poi annunciato l’assessore – sono già state programmate anche le conferenze di servizi per le tratte Verona – Mozzecane (linea Verona – Mantova) e Verona – Isola della Scala – Legnago. Sulla prima sono previste la ristrutturazione delle stazioni di Mozzecane e Villafranca di Verona e cinque opere sostitutive (cavalcavia o sottopassi) per la soppressione di dieci passaggi a livello. Sulla seconda si punta alla ristrutturazione delle stazioni di Buttapietra, Isola della Scala, Bovolone, Cerea e Legnago e alla realizzazione di nove opere sostitutive per la soppressione di quattordici passaggi a livello”.

Marciapiedi e passaggi a livello. Ma i treni? Le corse aggiuntive? Le coincidenze con gli autobus per portare la gente in stazione? Senza questi interventi migliora l'estetica ma non il servizio, salvo per gli automobilisti che non fanno più le code ai PL.

Perchè con gli stessi soldi non vengono raddoppiate la Maerne - Castelfranco o la Mestre - Mira Buse? Perchè non si elettrifica la Padova - Bassano, che fra l'altro sta vedendo i vecchi treni progressivamente sostituiti da autocorse?
Oppure, e sarebbe ancora più importante, perchè i soldi destinati ai marciapiedi non vengono investiti in un miglioramento del servizio esistente, quando invece da un anno la Regione continua a rimandare la firma del Contratto di Servizio con Trenitalia, contratto che comunque non prevede altro che la conservazione del servizio attuale?

Perchè non si sceglie una linea, una sola, la si completa al 100% e si attivano le nuove corse, cioè il servizio, che è quello che serve? Già, perchè ad oggi nonostante si parli di "interventi simili a quelli ormai ultimati con la prima fase di attuazione del sistema nell’area centrale veneta (Treviso, Mestre, Castelfranco, Padova, Quarto d’Altino)" i lavori sono stati fatti a macchia di leopardo un po' dovunque e non sembrano affatto "ultimati". E i treni in orario sono gli stessi di 10 anni fa.

Prendiamo la Mestre - Quarto d'Altino: la fermata della Gazzera non è partita, la fermata di via Olimpia è in costruzione, la fermata di Carpenedo è nel degrado da anni, Gaggio Porta Est è nuova ma priva del minimo servizio, Quarto d'Altino ha guadagnato il sottopassaggio ma ha perso le pensiline e la biglietteria.
Sulla Mestre-Padova invece Mira è stata riqualificata, Dolo è stata solo ridipinta e ha perso i binari di precedenza, Vigonza-Pianiga è stata dipinta in modo gradevole (muretti compresi), Ponte di Brenta è in una situazione del tutto fatiscente; su tutta la linea le pensiline si limitano a pochi centimetri quadri di copertura risalenti agli anni '80.
Insomma, ci sono stati interventi esteticamente gradevoli, ma così come si presentano oggi non sono certo due linee da prendere a modello per le riqualificazioni...

I finanziamenti

Tre mesi fa vi abbiamo dato la notizia che i soldi per la seconda fase dell'SFMR sono stati dirottati nell'Abruzzo colpito dal sisma; è recentissima poi la polemica sui pesantissimi tagli che il Governo centrale intende attuare nei confronti del trasporto pubblico regionale in tutta Italia. Insomma, il trasporto pubblico è alla canna del gas e le Regioni sono senza soldi.

Eppure l'assessore dichiara fiducioso: "In totale sono stati individuati lavori per circa 330 milioni di euro”. Ma si faranno davvero questi lavori? E chi pagherà?