TAV: si rilancia l'ammodernamento?

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SAN DONA' DI PIAVE - Si è svolto ieri pomeriggio a San Donà di Piave il dibattito organizzato dall'associazione "Veneto Orientale 2000" che ha visto protagonisti alcuni esponenti del centrodestra, fra cui - a sorpresa - anche l'assessore Chisso.

Sono intervenuti al dibattito:

  • Antonio Cancian Parlamentare Europeo, Commissione Trasporti e Turismo
  • Moreno Teso Consigliere – Segretario del Consiglio Regionale del Veneto
  • Mario Dalla Tor Vicepresidente della Provincia di Venezia
  • Massimo Zanon Presidente Confcommercio Veneto
  • Gianpietro Orlandi Presidente Confagricoltura Mandamento San Donà
  • Paolo Feltrin Politologo, Professore di Scienza dell'Amministrazione, Univ. TS
  • Carlo Giacomini Ricercatore IUAV
  • Alessandro Pattaro Ingegnere Civile Idraulico

Gli interventi

Durante il dibattito i vari oratori hanno esposto diverse posizioni tu temi sia tecnici che politici; rileviamo che appare tutt'altro che compatta l'adesione al progetto attuale presentato da Italferr su indicazioni della Regione.

Ha introdotto il dibattito Tiziano Pasquon dell'Associazione "Veneto Orientale 2000", ponendo sul tavolo alcune riflessioni, una su tutte quella delle alternative: ma davvero è così difficile valutare altre ipotesi, compresa quella dell'ammodernamento della linea attuale?

Gli interventi più "a monte" sull'argomento hanno riguardato il problema del cosiddetto "corridoio V". Antonio Cancian, dalla sua prospettiva europea, ha ricordato come in un ottica di flussi transnazionali sia assurdo proporre o accettare l'immobilismo totale nei confronti di una singola tratta; Mario Dalla Tor chiede di avere una visione lungimirante, alla luce dello sviluppo - programmato e potenziale - che la Provincia di Venezia dovrebbe avere nei prossimi anni, anche in ottica sovraregionale; infine Paolo Feltrin ha posto la questione su un piano molto pragmatico: se si accetta l'esigenza dell'intervento, va cercata senza stalli la soluzione con il miglior consenso per poi realizzarla il prima possibile.

Per quanto riguarda il progetto attuale, l'ing. Pattaro ha riepilogato le numerose criticità ambientali del tracciato proposto, mentre il prof. Giacomini ha evidenziato con precisione come sia possibile ammodernare una linea esistente conseguendo comunque notevoli miglioramenti nella velocità e nella capacità. L'assessore Chisso ha ribadito la sua intenzione di cercare il tracciato che porti "più benefici per il territorio", parlando genericamente di spostamento delle merci su gomma, di nuove stazioni e servizio metropolitano.


Anche l'assessore Chisso è finalmente intervenuto ad un dibattito; purtroppo se n'è andato subito dopo...

Dopo la feroce relazione presentata giorni fa dalla Provincia, altre critiche sono arrivate dalla Regione stessa per parola di Moreno Teso, secondo cui la proposta attuale è incompleta e non consente di valutare alternative; per Massimo Zanon gli interessi del commercio sono altri che non la nuova linea, e l'ipotesi di stazioni costiere è priva di senso e di interesse.

Più critico di tutti, ma con dovizia di argomentazione, è stato Gianpiero Orlandi in rappresentanza degli agricoltori e del movimento "l'altra TAV", che porta avanti la richiesta di un tracciato diverso ma soprattutto di un metodo di programmazione che coinvolga il territorio. Proprio la programmazione sarebbe un punto critico: di fatto, in Veneto non c'è o è molto scarsa. Il suo intervento è disponibile in allegato.

In conclusione, un intervento di Federico Bonollo dei "NO-TAV Ve-Ts", movimento che si batte per l'ammodernamento ed il potenziamento della linea (e dei servizi) esistenti; lontani dall'idea di "non fare niente", stanno studiando in collaborazione con alcuni tecnici un progetto alternativo, ed è attiva una petizione pubblica per sostenere l'iniziativa.

Commenti

Il dibattito è stato vivo e interessante, con posizioni più o meno diverse esposte con chiarezza ed argomentazioni. Da sottolineare, fra le altre cose, l'esigenza di considerare anche la prospettiva europea e transnazionale, soprattutto in chiave economica: che non vuol dire ignorare il territorio, bensì provare anche ad uscire da una visione puramente "locale"; nella fase in cui, a monte, si decide se un intervento serve o va tutto bene così, questa prospettiva è fondamentale.

Alcune cose però non ci sono piaciute. Abbiamo avuto un po' l'impressione che nel mondo politico non ci siano adeguate conoscenze - ci può anche stare dato che sono politici e non tecnici - ma soprattutto ci pare che manchi una chiara visione programmatica. Si naviga a vista, insomma.

Secondo Antonio Cancian, che fra le righe è decisamente contrario al tracciato autostradale, "non una sola TAV in Italia è stata costruita lungo le autostrade". Ah no? Guardiamola, questa TAV italiana, ovvero la dorsale Torino-Napoli: la Torino-Milano è lungo l'autostrada, la Milano-Bologna è lungo l'autostrada, la Bologna-Firenze è stata costruita in galleria, la Firenze-Roma esisteva già, la Roma-Napoli in alcuni tratti segue l'autostrada.

"Per minimizzare i tagli al territorio agricolo e l’impatto delle nuove infrastrutture, il tracciato corre quanto più possibile in parallelo all’autostrada A1, circa 130 km, o alla linea ferroviaria esistente, circa 10 chilometri" dicono le Ferrovie a proposito della Milano - Bologna.

Quindi a noi sembra proprio il contrario: e allora perchè dire una cosa del genere?

Mario dalla Tor e Renato Chisso sono concordi: non si può aspettare che la linea sia satura del tutto per iniziare a progettare, e bisogna spostare le merci dalla gomma alla rotaia. Va bene; ma allora perchè nel 2007 la Regione, non trovando 150 milioni per i cavalcavia, ha dato un calcio alla ferrovia in affiancamento per mandare avanti il progetto della terza corsia? Nel 2007 non era importante avere una visione programmatica? Nel 2007 fra strada e ferrovia si è scelta la strada, quindi non era importante spostare le merci su ferro? Cos'erano 150 milioni, in confronto alla spesa attuale per un tracciato più lungo? I lavori per la terza corsia stanno partendo: avremmo potuto avere il terreno adiacente già pronto per la TAV, invece siamo ancora impantanati a discutere di tracciati, abbiamo perso almeno 4 anni!

Dicono che il tracciato autostradale sia impossibile: non è vero, andatevi a leggere la nostra analisi, guardate le foto da satellite. Al massimo si dica che la Regione non vuole, ma non che non si può!

E ancora: la linea non è satura, ma dicono che non manca tanto, e una linea nuova serve. Ma la linea attuale è vecchia, se la potenziassimo il limite di saturazione si sposterebbe: di quanto, nessuno prova neppure mai a calcolarlo.

Dalla Tor e Chisso sono concordi anche su un'altra cosa: l'SFMR sta partendo, e serviranno sempre più binari, possibilmente servendo anche le spiagge. Ma allora sarà una linea merci o passeggeri? Se sarà una linea merci (previsti 138 al giorno), facciamo passare i merci per Jesolo? O forse la stazione sarà lontana da Jesolo, e allora serviranno dei bus, che differenza c'è con l'attuale? Treni frequenti per le spiagge, ma con quali mezzi? La Regione ne ha ordinati 22, il Veneto ha 17 linee, 18 con la TAV - e c'è anche la questione del materiale attuale che prima o poi andrà sostituito...

La programmazione, questa sconosciuta. Orlandi ricorda che gli agricoltori sono stati i primi a spostare la produzione agricola dalla gomma al ferro (i famosi "treni di barbabietole", ma non solo), a quanto pare in Veneto sono stati in pochi a seguirli. E adesso si chiede agli agricoltori di sacrificare le aziende per incentivare il trasporto su ferro, che loro già utilizzano. Ma non sarebbe invece il caso di rivedere la politica di incentivi a bus e camion? Attivare servizi di autostrade viaggianti Ro-La, come si fa in Svizzera? Sono tutti interventi che la Regione potrebbe attuare già oggi, se lo volesse.

Più in generale, manca una visione chiara della pianificazione. Lo stesso assessore Chisso nel giro di un anno è passato da "nessuna fermata, neanche a Portogruaro" a "voglio le stazioni per il territorio" (citazioni); dice che non gli piace il progetto di Italferr, ma il progetto è stato realizzato su indicazioni della Regione!
Quali treni dovrebbero correre verso le spiagge? Con che frequenza? Solo d'estate, o anche d'inverno? Togliendo treni dalla storica, o potenziandole entrambe - e con che soldi? Non esiste il minimo progetto di tutto ciò, eppure lo si cita ogni volta.

Diceva bene Feltrin, a criticare son buoni tutti. E FerrovieaNordEst non fa eccezione. D'altra parte speriamo, nel prossimo futuro, di concretizzare alcuni nostri progetti più ...propositivi.

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L'intervento di G. Orlandi43.88 KB